Autore: Michele Mari Titolo: I convitati di pietra Genere: Romanzo, Commedia nera Editore: Einaudi Collana: Supercoralli Data di uscita: 18 novembre 2025 Pagine: 168 Ambientazione: Milano dal 1975 al 2050 | |
| Dal sito della casa editrice Einaudi: "I libri di Michele Mari (Milano 1955) sono Di bestia in bestia (Longanesi 1989; Einaudi 2013), Io venía pien d'angoscia a rimirarti (Longanesi 1990; Marsilio 1998; Einaudi 2016), La stiva e l'abisso (Bompiani 1992; Einaudi 2002 e 2018), Euridice aveva un cane (Bompiani 1993; Einaudi 2004), Filologia dell'anfibio (Bompiani 1995; Laterza 2009; Einaudi 2019), Tu, sanguinosa infanzia (Mondadori 1997; Einaudi 2009), Rondini sul filo (Mondadori 1999), I sepolcri illustrati (Portofranco 2000), Tutto il ferro della torre Eiffel (Einaudi 2002 e 2020), I demoni e la pasta sfoglia (Quiritta 2004; Cavallo di Ferro 2010; il Saggiatore 2017), Cento poesie d'amore a Ladyhawke (Einaudi 2007), Verderame (Einaudi 2007 e 2023), Milano fantasma (edt 2008, in collaborazione con Velasco Vitali), Rosso Floyd (Einaudi 2010), Fantasmagonia (Einaudi 2012 e 2022), Roderick Duddle (2014 e 2016), Leggenda privata (Einaudi 2017 e 2021), Dalla cripta (Einaudi 2019), La morte attende vittime (Nero 2019), Le maestose rovine di Sferopoli (Einaudi 2021 e 2026), Locus desperatus (Einaudi 2024) e I convitati di pietra (Einaudi 2025). Per Einaudi ha anche curato e tradotto La Macchina del Tempo. Fra le sue traduzioni, opere di Stevenson, Wells, Crane, London, Orwell, Steinbeck, Gombrowicz." |
Recensioni
Mari, come al solito, è inconfondibile, divertente, maniacale e senza scrupoli. Quando scrive di certe ossessioni, tipo quella di Semprini per Gene Hackman, puoi star certo che sta parlando anche di sé stesso (o, per lo meno, questa è l’idea che mi sono fatta). Questa volta, il grottesco, vien fuori da sé: basta mettersi comodi e lasciarsi guidare dalla voce fuori campo di un cronista esperto.
Se cercate moralismo o ragionevolezza, in questa storia non ne troverete granché; se invece è il divertimento che volete, tra queste pagine ne troverete a bizzeffe. (Alice Dalle Grave, www.ilrecensore.it)
In sintesi, possiamo dire che il divertissement della finzione narrativa che Mari ci regala spesso manca nei romanzi dei nostri giorni, più centrati su temi autobiografici da memoir o da autofiction, ed è un piacere ritrovarlo.Come si può intuire, il lato debole de I convitati di pietra si annida in ciò che di primo acchito attira. La superficie verbale scintillante rende veloce la lettura, ma, giunti al termine, lascia un che di insoddisfazione, perché si avverte l’assenza di sguardi altri e alti, legati alla società, alla storia, alla fede. Il tratto ironico prevale su altri registri, di carattere esistenziale. Il rapporto con la morte, ad esempio, ci sembra sia usato più come pretesto narrativo che come occasione per una riflessione meditata e sentita, confinata come è ad un paio di passaggi espliciti (cfr pp. 14 e 43). Rimane la riffa, la curiosità di sapere il vincitore, lo smalto di una lingua ricca e bella da leggere e ascoltare. (Diego Mattei, La Civiltà Cattolica)
La storia ruota attorno a un gruppo di compagni di scuola che, ancora giovani, stringono un patto destinato ad accompagnarli negli anni. Gli incontri diventano appuntamenti con il proprio passato, occasioni per ritrovare le persone di un tempo e misurare, attraverso i cambiamenti di ciascuno, quanto la vita abbia trasformato le loro aspettative, i loro rapporti e il modo di guardare al mondo.
Ma il tempo non è soltanto ciò che separa un incontro dal successivo: diventa il vero protagonista della vicenda. Le promesse fatte da ragazzi devono fare i conti con le delusioni, le rivalità, le ambizioni e le trasformazioni inevitabili dell'esistenza. Quello che all'inizio può sembrare un gioco o una bizzarra tradizione acquista progressivamente un significato più profondo.
Il risultato è una storia che mescola ironia, inquietudine e umorismo nero. Mari prende un rito molto comune, la cena tra ex compagni di scuola, e lo trasforma in un esperimento narrativo sul lato meno nobile dell'amicizia: la competizione, l'invidia, il desiderio di prevalere sugli altri e la difficoltà di accettare che il tempo passa per tutti.
Stile | 8/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜ |
Piacevolezza lettura | 7/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜ |
Rappresentazione personaggi | 8/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜ |
Trama | 8/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜ |
Giudizio complessivo | 8/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜ |
Consiglio di lettura: sì. Può conquistare chi apprezza l'ironia nera e le storie che nascondono, dietro un'apparenza bizzarra, una riflessione più amara.




