giovedì 8 ottobre 2026

Marcello Simoni - LA SELVA DEGLI IMPICCATI

 





Autore: Marcello Simoni

Titolo: La selva degli impiccati

Genere: Romanzo, Thriller storico

Editore: Einaudi

Collana: Stile Libero Big

Data di uscita: 12 maggio 2020

Pagine: 400

Prezzo ediz. cartacea: € 17,00

E book Kindle: 7,99 €

Ambientazione: Francia del XV secolo (Parigi, Borgogna, Foresta del Morvan)


Dal sito della casa editrice Einaudi:

"Marcello Simoni (Comacchio, 1975) è stato archeologo e bibliotecario. Con Il mercante di libri maledetti (2011), il suo romanzo d'esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. Un successo confermato da La biblioteca perduta dell'alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, L'isola dei monaci senza nome, La cattedrale dei morti, L'abbazia dei cento peccati, L'abbazia dei cento delitti, L'abbazia dei cento inganni, L'eredità dell'abate nero, Il patto dell'abate nero, L'enigma dell'abate nero, Il lupo nell'abbazia, La dama delle lagune e Il castello dei falchi neri. Per Einaudi ha pubblicato Il marchio dell'inquisitore (2016 e 2018), dove compare per la prima volta il personaggio di Girolamo Svampa, Il monastero delle ombre perdute (2018 e 2019) e La prigione della monaca senza volto (2019 e 2020). Per Einaudi, oltre al saggio Angeli e diavoli. L'obbedienza e la ribellione (2021), ha pubblicato anche Il marchio dell'inquisitore (2016 e 2018), Il monastero delle ombre perdute (2018 e 2019), La prigione della monaca senza volto (2019 e 2020), Il pozzo delle anime (2023 e 2025), L'angelo di pietra (2025) che hanno come protagonista l'inquisitore Girolamo Svampa, e La selva degli impiccati (2020 e 2023). È tradotto in venti Paesi."


Recensioni

La narrativa italiana di genere storico si arricchisce di un nuovo volume. Dai bassifondi di Parigi alle foreste della Borgogna. L’autunno del Medioevo si stringe intorno alla figura di uno dei più celebri ribelli della storia, il poeta maledetto François Villon. (www.bresciaoggi.it)

In questa nuova fatica l’A. affronta il non facile compito di inserire una vicenda, fatta di intrighi e duelli e del tutto inventata, in un contesto rigidamente storico, per di più scegliendo come protagonista il più noto dei poeti tardo medievali della letteratura francese e per comprimari molti personaggi realmente vissuti all’epoca. Giunto alla parola fine debbo dire che la scommessa è stata vinta. In conclusione il libro è godibilissimo e fonte di piacevoli scoperte, anche storiche e letterarie, giacché lo stesso Villon si autocita spesso parlando con i versi che lo hanno reso famoso. (www.qlibri.it)

Sarò anche ripetitiva, ma Simoni non delude mai, sempre attento ai particolari e a render lieta la lettura anche se affronta temi storici che trattano di manipolazioni, abusi e malvagità con una nota positiva di rivalsa nei confronti degli arroganti macchinatori.Usando astuzia, ilarità e furbizia Villon cerca di sconfiggere malizia e ingiustizia per vedere se ci riuscirà il lettore la storia leggere dovrà! (Marianna Di Felice, thrillernord.it)

Trama (senza spoilerare)

Nel 1463 François Villon, poeta, studente della Sorbona e soprattutto ladro, si trova rinchiuso nelle prigioni dello Châtelet di Parigi e sta per essere giustiziato. La sua unica possibilità di salvarsi è accettare un incarico rischioso: ritrovare Nicolas Dambourg, capo dei Coquillards, una banda di fuorilegge di cui Villon aveva fatto parte anni prima.

Per Villon, però, Dambourg non è un semplice criminale da consegnare alla giustizia. È un vecchio compagno, una persona che appartiene al suo passato e che conosce bene la sua vita. La ricerca assume quindi anche il carattere di un confronto con ciò che Villon è stato e con le persone che hanno condiviso con lui quegli anni.

Seguendo le tracce di Dambourg, Villon lascia Parigi e si dirige verso la Borgogna. Qui la vicenda si allarga e diventa progressivamente più complicata: qualcuno sembra voler impedire che egli porti a termine la sua missione e un misterioso sicario si mette sulle sue tracce.

Durante il viaggio Villon incontra Joséphine Flamant, una giovane donna che vive ai margini della legge e che sa usare l'arco con grande abilità. Anche Joséphine è coinvolta in una vicenda oscura legata alla morte dello zio Manuel, un canonico che era entrato in possesso di una misteriosa lanterna. Attorno a quell'oggetto circolava una storia inquietante: si credeva infatti che al suo interno fosse imprigionato un demone.

Villon e Joséphine finiscono così per seguire percorsi che si intrecciano. La ricerca dell'ex capo dei Coquillards porta alla luce rivalità, vendette e interessi nascosti, mentre la presenza della misteriosa lanterna aggiunge alla vicenda una componente di superstizione e di mistero.

Tra Parigi e le foreste della Borgogna, Villon dovrà capire di chi può fidarsi e soprattutto perché qualcuno sia disposto a fare di tutto per impedire che la verità venga scoperta. La sua missione, nata come semplice mezzo per evitare la forca, si trasforma così in una vicenda molto più pericolosa, nella quale il passato dei protagonisti torna continuamente a presentare il conto.

Giudizio personale

La selva degli impiccati di Marcello Simoni è un romanzo storico e investigativo ambientato nel Medioevo, con un’atmosfera cupa e ricca di mistero.
La vicenda prende avvio da una serie di morti inquietanti e apparentemente inspiegabili. Al centro della storia si trovano indagini, segreti e antichi intrighi che conducono i protagonisti attraverso un mondo fatto di abbazie, castelli, boschi e città medievali, dove nulla è necessariamente ciò che sembra.
Simoni costruisce la storia intrecciando mistero, religione, superstizione e lotte per il potere. Le indagini portano progressivamente alla luce legami nascosti tra personaggi e avvenimenti del passato, mentre il protagonista si trova coinvolto in una vicenda molto più grande di quanto avesse inizialmente immaginato.
Simoni ha una scrittura scorrevole e molto adatta al romanzo storico. La ricostruzione dell'epoca è accurata senza diventare eccessivamente pesante, anche se in alcuni passaggi il linguaggio e le descrizioni rallentano un po' il ritmo.
È un romanzo che si legge con interesse, soprattutto quando l'indagine entra nel vivo. La componente avventurosa mantiene alta la curiosità, anche se il ritmo non è sempre costante.
François Villon è il punto di forza: personaggio irregolare, intelligente, ironico e tutt'altro che facilmente classificabile come "buono" o "cattivo". Interessante anche Joséphine, mentre alcuni personaggi secondari risultano meno approfonditi.
La storia combina indagine, avventura, mistero e ambientazione storica. L'idea di mettere al centro François Villon e il mondo dei Coquillards è originale e permette di intrecciare bene vicende personali e mistero. Qualche passaggio può apparire un po' macchinoso, ma nel complesso la trama è coinvolgente.
Non è probabilmente tra i romanzi più immediati di Simoni, ma offre una storia interessante e un protagonista che lascia il segno.

Stile
7/10
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Piacevolezza lettura
7/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜
Rappresentazione personaggi
8/10
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Trama
7/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜
Giudizio complessivo
7/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜

Consiglio di lettura: sì. Un buon thriller storico, particolarmente indicato per chi ama il Medioevo raccontato attraverso personaggi realmente esistiti, ambientazioni oscure e misteri da risolvere.

mercoledì 23 settembre 2026

Ilaria Tuti - ED E' UN POCO LA NOTTE E UN POCO L'ALBA

 







Autore: Ilaria Tuti

Titolo: Ed è un poco la notte e un poco l'alba

Genere: Fiction storica, Narrativa

Editore: Longanesi

Collana: LA GAJA SCIENZA

Data di uscita: 16 giugno 2026

Pagine: 320

Prezzo ediz. cartacea: cartonato € 22,00 

E book Kindle: 11,99 €

Ambientazione: Carnia (Friuli Venezia Giulia)


Dal sito della casa editrice Longanesi:

"Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Ha esordito nella narrativa con Fiori sopra l’inferno (Longanesi 2018). Il secondo romanzo, Ninfa dormiente, è del 2019. Entrambi vedono come protagonisti il commissario Teresa Battaglia, uno straordinario personaggio che ha conquistato editori e lettori in tutto il mondo, e soprattutto la terra natia dell’autrice, la sua storia, i suoi misteri. Con Fiore di roccia (2020), e attraverso la voce di Agata Primus, Ilaria Tuti celebra un vero e proprio atto d’amore per le sue montagne, dando vita a una storia profonda e autentica. Nel 2021, con Luce della notte e Figlia della cenere, torna alle storie di Teresa Battaglia. Del 2021 è anche la nomina di Ninfa dormiente agli Edgar Awards e il Premio letterario Rapallo per la donna scrittrice per Fiore di roccia. È inoltre autrice del romanzo Come vento cucito alla terra (2022), ispirato alla vera storia delle prime donne chirurgo durante la Prima guerra mondiale. Nel 2023 esce Madre d’ossa, un nuovo caso per Teresa Battaglia, e nel 2024 Risplendo non brucio, una storia di coraggio e perdono tra Germania e Italia durante la Seconda guerra mondiale. Nel 2026 esce Ed è un poco la notte e un poco l’alba, sullo sfondo della Carnia lacerata dal conflitto mondiale. I suoi romanzi sono pubblicati in 27 Paesi. Da Fiori sopra l’inferno, Ninfa dormiente e Figlia della cenere sono state tratte le omonime serie tv con Elena Sofia Ricci, in onda su Rai1."






Recensioni

Nel suo nuovo romanzo, 'Ed è un poco la notte e un poco l'alba', in libreria per Longanesi, Ilaria Tuti intreccia memoria collettiva e destino individuale.
Le donne sono le custodi silenziose di questo sapere al confine tra la nascita e la morte, la fede e la superstizione.
(www.ansa.it)

Grande è l’abilità della Tuti di prendere un evento storico tra i meno conosciuti e trasformarlo in narrativa. In queste pagine si trova lo scontro e l’incontro di due popolazioni diverse in tante cose. Insieme alla violenza troviamo l’ingenuità e soprattutto la consapevolezza di una terra promessa che si trasforma in una chimera e infine in una condanna.
La Tuti riesce a descrivere il femminino mescolando usanze, mistero e forza. Le donne in questo romanzo sono molto diverse l’una dall’altra ma riescono a collaborare quando c’è da attuare giustizia, una di quelle lontane dalla giustizia maschile: «Il grembo di una donna non è una pubblica piazza» dirà Serafina a un preoccupato Prè Checco. E poi ci sono donne che incrociano lo sguardo e, inconsapevolmente, sanno che il loro destino è legato da un filo invisibile.
Il lettore curioso e appassionato di storia andrà a cercare notizie su come si risolse il problema dell’invasione cosacca e scoprirà l’atroce destino di tutte quelle persone. L’autrice decide di non romanzare troppo e ci restituisce la crudeltà di quel momento che è stato messo in sordina.
Un romanzo che ci riporta a quel periodo. Sembra di sentire il vento, l’odore del fieno e anche gli slanci di affetto tra le due popolazioni. Perché in fondo, Ed è un poco la notte e un poco l’alba è un romanzo che parla di amore, rispetto e carità. E speranza.
(Samanta Giambarresi, www.ilrecensore.it)

L’amore alimenta la linfa che scorre lungo un percorso impervio come sa essere la vita. Serafina vive in un luogo ostile, eppure così intimo e struggente nell’alternarsi di rocce e file di alberi e macchie verdeggianti, che amplificano la sensazione di magia mista al mistero racchiuso tra gli angoli delle montagne friulane.
Ilaria Tutti, originaria di Gemona, narra della sua terra, lo fa con la convinzione che il passato non deve essere dimenticato, per questo nell’ultimo romanzo ripercorre i terribili ultimi momenti della seconda guerra mondiale, collocando al centro la storia di Serafina, una donna solitaria e misteriosa.
(Paola Iannelli, thrillernord.it)

Trama (senza spoilerare)
 
Il romanzo è ambientato in Carnia, nel 1944, durante gli ultimi anni della Seconda guerra mondiale, quando la guerra, che fino a quel momento era sembrata relativamente lontana, irrompe con violenza nella vita delle comunità friulane.

La protagonista è Serafina, una giovane donna che vive ai margini della comunità e ha ereditato dalla nonna un sapere antico legato alle erbe, alla cura e a una particolare tradizione popolare: quella dei cosiddetti santuari del respiro, dove si cercava di dare un ultimo segno di vita ai neonati morti prima del battesimo. È un sapere sospeso tra fede, superstizione e medicina popolare, guardato con diffidenza dalle autorità religiose ma ancora profondamente radicato nella memoria delle persone.

La vita di Serafina e degli abitanti della valle viene sconvolta dall'arrivo dei cosacchi, giunti in Friuli al seguito delle forze tedesche con la promessa di poter fare di quelle terre la loro nuova patria. L'arrivo di uomini, donne, bambini e animali trasforma rapidamente i paesi: le case vengono occupate, le abitudini stravolte e la popolazione locale si trova costretta a convivere con quelli che considera degli invasori.

Serafina attraversa così una realtà fatta di paura, violenza, perdita e sradicamento, ma anche di incontri inattesi. Perché il romanzo non racconta soltanto lo scontro tra chi invade e chi viene invaso: mette soprattutto in evidenza ciò che può sopravvivere alla guerra, cioè la capacità degli esseri umani di riconoscersi simili anche quando tutto sembra spingerli verso l'odio.

Attraverso gli occhi di Serafina, la storia alterna quindi la brutalità dell'occupazione a momenti in cui emergono aspetti sorprendenti della vita degli stessi cosacchi: le loro tradizioni, la musica, i canti religiosi, il rapporto con gli animali e la nostalgia per una terra che anche loro hanno perduto. È proprio questa contrapposizione tra barbarie e umanità, notte e alba, a dare il senso più profondo al romanzo.

Più che una storia di guerra in senso tradizionale, il libro diventa così il racconto di una donna e di una comunità costrette a confrontarsi con la distruzione del proprio mondo e con la necessità di resistere, conservare la propria umanità e trovare un modo per ricominciare.

È una vicenda storica poco conosciuta, nella quale Ilaria Tuti intreccia eventi realmente accaduti e personaggi di invenzione, utilizzando la storia della Carnia occupata dai cosacchi come sfondo per parlare soprattutto di memoria, dolore, compassione e speranza.

Giudizio personale

Ilaria Tuti utilizza una scrittura molto evocativa e suggestiva, particolarmente adatta a raccontare la Carnia e il suo paesaggio, ma anche l'atmosfera cupa e dolorosa degli anni della guerra. La natura non è soltanto lo sfondo della vicenda: montagne, boschi, neve, animali e piccoli paesi diventano quasi dei personaggi della storia. La prosa è ricca di immagini e spesso poetica, senza però perdere il filo narrativo. È uno stile che richiede qualche volta di essere assaporato con calma, più che semplicemente "divorato".

Il romanzo è coinvolgente, ma non è una lettura leggera. La storia è attraversata dalla guerra, dalla paura e dalla sofferenza e quindi presenta inevitabilmente momenti difficili. A renderla "piacevole" è soprattutto la capacità dell'autrice di alternare gli episodi più drammatici a momenti di umanità, silenzio e riflessione. La componente storica aggiunge inoltre interesse, perché porta il lettore a conoscere una pagina della Seconda guerra mondiale relativamente poco presente nell'immaginario comune: quella dell'occupazione cosacca della Carnia.

La rappresentazione dei personaggi è uno degli aspetti più riusciti del romanzo. Serafina è una protagonista molto particolare: non è l'eroina tradizionale della narrativa di guerra, ma una donna legata alla propria terra, alle tradizioni e a un sapere antico. Interessante è anche il modo in cui vengono rappresentati i cosacchi. L'autrice evita di presentarli semplicemente come un blocco indistinto di "nemici": dietro l'uniforme ci sono uomini, donne, bambini, famiglie, paure, tradizioni e soprattutto persone che, a loro volta, portano con sé una storia di perdita e di sradicamento. Questo rende i personaggi più complessi e umani.

La guerra costituisce quindi il grande scenario della storia, ma il romanzo non si limita a raccontare battaglie o avvenimenti militari. Al centro ci sono soprattutto le persone comuni, costrette a vivere sulla propria pelle le conseguenze delle decisioni prese molto lontano da loro. La storia procede intrecciando vicenda personale e storia collettiva, memoria, tradizioni popolari e rapporto con la terra. Il titolo stesso suggerisce bene questa dimensione: tra la "notte" della guerra e la possibilità di una nuova "alba" rimane uno spazio nel quale gli esseri umani devono cercare di conservare qualcosa di sé.

Ed è un poco la notte e un poco l'alba
è un romanzo storico intenso, nel quale Ilaria Tuti riesce a trasformare una pagina poco conosciuta della storia italiana in una vicenda profondamente umana. Non è soltanto un libro sulla guerra: è soprattutto un libro sulle persone che la guerra travolge, sulla perdita della propria casa e delle proprie certezze e sulla possibilità, nonostante tutto, di conservare un frammento di umanità. La sua maggiore forza sta probabilmente nell'atmosfera e nei personaggi, più che nell'azione vera e propria.

Stile
9/10
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Piacevolezza lettura
7/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜
Rappresentazione personaggi
9/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜
Trama
8/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜
Giudizio complessivo
8/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜








Consiglio di lettura: sì. Lo consiglierei soprattutto a chi ama i romanzi storici che, partendo da eventi realmente accaduti, cercano di raccontare anche l'animo dei personaggi e il rapporto tra memoria individuale e storia collettiva.

domenica 13 settembre 2026

Classifica Generale di agosto 2026

 Dal sito https://www.giornaledellalibreria.it/ 

"Le classifiche del Giornale della libreria mostrano con cadenza mensile i 600 titoli più venduti nei canali trade. Sono suddivise in generi: Narrativa italiana, Narrativa straniera, Bambini e ragazzi, Fumetti, Saggistica divulgativa, accademica e professionale e Manualistica. Per ciascun genere – più quella Generale che è trasversale a tutti – il Giornale della libreria pubblica la classifica dei primi 100 titoli più venduti.

In ciascuna delle categorie che articolano le classifiche, al titolo in prima posizione – quello che ha totalizzato le vendite maggiori – viene attribuito il valore indice (Index) di 100. Ogni titolo successivo ha un valore indice che rappresenta il rapporto tra le copie che ha venduto nel periodo e quelle vendute dal primo in classifica.

Le classifiche sono realizzate da Giornale della libreria e Ufficio studi AIE, in collaborazione con NielsenQ - IE-Informazioni Editoriali (per la catalogazione bibliografica)."


Questo blog riporta le prime 10 posizioni per ogni classifica

Classifica Generale di agosto 2026


1
Murdoku. 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica. Il primo libro che unisce crime e sudoku
Manuel Garand
Index: 100
Magazzini Salani
9791259578839
02/06/2026
14,90 €
2
I convitati di pietra
Michele Mari
Index: 43,47
Einaudi
Supercoralli
9788806271978
18/11/2025
17,50 €
3
Ci basterà mangiare il vento
Gianluca Gotto
Index: 41,59
Mondadori
Novel
9788804807278
22/06/2026
22,00 €
4
Gli anni in bianco e nero
Francesca Giannone
Index: 35,94
Nord
Narrativa Nord
9788842935759
26/05/2026
20,00 €
5
Soltanto il giorno
Santina Cosetta
Index: 35,37
Giunti Editore
Milleluci
9791223232323
03/06/2026
20,00 €
6
Il linguaggio segreto delle carezze
Thrity Umrigar
Index: 30,24
Libreria Pienogiorno
9791282435147
29/07/2026
19,90 €
7
First lady per caso
Felicia Kingsley
Index: 29,30
Newton Compton Editori
Anagramma
9791224206385
24/08/2026
10,00 €
8
Il sole nelle pozzanghere
Matteo Bussola
Index: 25,83
Einaudi
Einaudi. Stile libero
9788806271305
22/06/2026
17,50 €
9
Tutti i colori del buio
Chris Whitaker
Index: 24,61
Einaudi
Einaudi. Stile libero
9788806256340
29/06/2026
22,50 €
10
Il contratto. The deal
Elle Kennedy
Index: 22,33
Newton Compton Editori
King
9788822787149
26/03/2024
3,90 €