sabato 15 gennaio 2022

Cristina Rava - DI PUNTO IN BIANCO

 












Autore: Cristina Rava

Titolo: Di punto in bianco

Genere: Thriller, Noir, Mystery, Giallo

Editore: Rizzoli

Collana: Nero Rizzoli

Data di uscita19/02/2019

Pagine368

Prezzo ediz. cartacea: 18,00 €

E book Kindle: 9,99 €

Ambientazione: Langhe piemontesi e Liguria


Dal sito della casa editrice Rizzoli

"Cristina Rava è autrice della serie del commissario Rebaudengo e delle inchieste del medico legale Ardelia Spinola. Per Rizzoli ha pubblicato Di punto in bianco (2019) e I segreti del professore (2020)."

Dal sito della casa editrice Garzanti:

"Cristina Rava (1958) è nata e vive ad Albenga, sulla Riviera di Ponente, dove sono ambientati i suoi libri. Dopo aver iniziato gli studi in medicina ha fatto tutt'altro, lavorando nel settore dell’abbigliamento e poi in campagna, ma sempre con la scrittura come efficace salvagente per galleggiare nella vita. Già autrice di due raccolte di racconti e di una memoria storica, tutte legate al territorio ligure, dal 2007 ha intrapreso la via del noir."




Recensioni

Al di là del giallo in sè – estremamente interessante per movente e psicologia -, il plauso all'autrice va soprattutto per l’atmosfera che è riuscita a creare. Un’atmosfera che dà al romanzo una sfumatura particolare, un “profumo” di cose buone, di buoni sentimenti, di Valori da rispettare. (Mirella Facchetti, thrillernord.it)

Le signore del giallo abitano il blu: quattro scrittrici ispirate dal mare. Gabriella Genisi, Cristina Rava, Camilla Läckberg e Andrea Nagele unite dalla geografia. (Lorenzo Cresci, La Stampa)

Dall'esordio nel 2002, la Rava ha scritto ben 14 romanzi, passando per le case editrici Frilli, Garzanti e ora Rizzoli. Cristina Rava costituisce ormai una realtà solida sulla piazza del thriller italiano poiché non si limita a raccontare una storia, ma scava nel groviglio di emozioni, sensazioni e sentimenti che sfociano nel disagio mentale, affrontato sempre con rispetto da quest’autrice, che costringe il lettore a riflettere sul perché una persona arrivi a compiere un atto delittuoso, evidenziandone la componente patologica, perché il delitto in fondo è una condizione di sofferenza che non trova altro modo di esprimersi.
L’ambientazione di questo nuovo romanzo è costituita dalle irresistibili e affascinanti Langhe piemontesi, un luogo di malinconia, di pace e tranquillità; un luogo perfettamente silenzioso per ascoltare i pensieri che si agitano nella nostra mente. (Nicola Agrelli, thrillercafe.it)

Trama (non viene mai svelato il finale)

Dopo essere stato in America a perfezionare le tecniche investigative, ed essere ritornato per insegnare ai superpoliziotti, Rebaudengo scopre che una prozia lo ha lasciato erede dell’intero patrimonio e così il nostro eroe, dopo essersi ritirato dai combattimenti, può giocare a condurre la vita del gentiluomo di campagna nelle sue amate Langhe.
Il medico legale Ardelia Spinola, in passato compagna di Rebaudengo, da otto mesi ha perso il suo punto di riferimento, lo “zio” Gabriel, morto per infarto ed è ora fidanzata con Arturo Granero, apicultore di Ormea.

Le loro strade però sono destinate ad incrociarsi nuovamente, in occasione della scomparsa di un ragazzo, un bravo studente forse gay, Dario Colombero, scomparso dopo un festino a base di alcol e droghe, e ritrovato cadavere a distanza di alcuni giorni da un cercatore di funghi nel parco di proprietà della famiglia di uno dei giovani che avevano incontrato Dario.

I sospetti si rivolgono in diverse direzioni, potrebbero essere implicati i giovani di buona famiglia partecipanti al festino, così come potrebbe essere coinvolto un famoso radiologo interventista, il dottor Lorenzo Scott, che possiede una casa di villeggiatura ed il cui freezer ha ospitato per un po’ di tempo il cadavere di Dario. C’è anche la possibilità dell’implicazione nel delitto di due persone che avevano accesso alla casa del dottore, il giardiniere Graziano e la domestica Rosanna. Il primo faceva l’infermiere prima che la vita gli cambiasse, di punto in bianco, per la morte della moglie e del figlio mentre Rosanna nutre una devozione profonda per il dottore e si occupa puntigliosamente della sua villa, in modo che al suo arrivo il dottore trovi tutto in ordine.

Giudizio personale

Questo romanzo di Cristina Rava mi è piaciuto meno delle letture precedenti della stessa autrice.
Sempre ottima la capacità di descrivere ambienti e paesaggi, stavolta le Langhe piemontesi, raccontate in modo efficace ed evocativo. La scrittura semplice e scorrevole agevola la lettura del libro, ma coloro che non hanno letto tutti i libri della serie potranno incontrare difficoltà a cogliere diversi riferimenti a fatti raccontati nelle opere precedenti. La trama è complicata quanto basta ma la narrazione è lenta e un po' dispersiva, senza grande tensione o colpi di scena. Già dall'inizio si viene a sapere l'autore del delitto e le motivazioni, quindi poi si procede un po' a fatica verso la fine.
 
Stile
6/10
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Piacevolezza lettura
6/10
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Rappresentazione personaggi
7/10
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Trama
6/10
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Giudizio complessivo
6/10
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Consiglio di lettura: sì, se vi piacciono i gialli psicologici e se volete continuare la lettura della serie, no negli altri casi.