Autore: Francesca Giannone Titolo: Gli anni in bianco e nero Genere: narrativa storica, narrativa contemporanea Editore: Nord Collana: Naarrativa Nord Data di uscita: 26 maggio 2026 Pagine: 416 Ambientazione: Salento (Puglia), a partire dal 1963 | |
| Dal sito della casa editrice Nord: |
Se amate il cinema, i grandi film italiani, gli anni 60 e le storie di emancipazione, Gli anni in bianco e nero vi regaleranno alcune ore di completa immersione in un altro mondo. (Style.Corriere.it)
Un romanzo che racconta l'emotività del legame che c'è tra donne in lotta per essere se stesse. (Il Giornale)
Trama (senza spoilerare)
Gli anni in bianco e nero di Francesca Giannone, pubblicato nel 2026, è un romanzo familiare ambientato nel Salento degli anni Sessanta, in un periodo in cui l'Italia sta lentamente cambiando.
Al centro della storia c'è la famiglia Elia, e soprattutto le quattro figlie — Maria, Giovanna, Ada e Mimì — che crescono in una casa dominata dalla figura di un padre severo, convinto che per le donne esistano confini ben precisi da non oltrepassare.
Le quattro sorelle, però, sono molto diverse tra loro. Giovanna trova nella musica un modo per esprimere la propria ribellione; Ada si rifugia nei romanzi; Maria sogna una vita che non sia semplicemente quella che la società ha stabilito per lei. E poi c'è Mimì, la più giovane, affascinata dal cinema.
È proprio attraverso il cinema che Mimì comincia a guardare il mondo con occhi diversi. Dai film di Fellini e Visconti impara che la realtà può essere osservata, raccontata e persino "montata" in un modo diverso. Nasce così il suo desiderio di diventare lei stessa una cineasta.
Intanto, fuori dalla casa degli Elia, l'Italia sta vivendo grandi trasformazioni: lotte operaie, contestazioni studentesche e nascita dei primi movimenti femministi. Ma la vera rivoluzione avviene anche tra le mura domestiche, dove le quattro sorelle devono confrontarsi con temi come la libertà, il lavoro, l'amore, il desiderio, la violenza e il diritto di scegliere la propria vita.
Mimì decide di osservare e filmare ciò che accade intorno a lei. La sua macchina da presa diventa così un modo per conservare la memoria e cercare la verità, anche quando quella verità non è necessariamente bella o rassicurante.
Giudizio personale
La Giannone scrive in maniera fluida e chiara. La narrazione è in prima persona, attraverso Mimì, e la scelta funziona bene perché ci consente di entrare nei fatti con gli occhi di una ragazza che sta crescendo. La Giannone sa creare atmosfera senza appesantire la narrazione. Potrei definire questo romanzo come il corrispondente cartaceo del meraviglioso film "Nuovo cinema Paradiso".
Romanzo scorrevole e coinvolgente. Si legge con facilità, anche se in alcuni passaggi il ritmo rallenta. Le quattro sorelle sono ben caratterizzate e hanno personalità riconoscibili. Interessanti soprattutto le loro differenze e il rapporto che le lega. Una storia familiare ben costruita, inserita nel cambiamento dell'Italia degli anni Sessanta. Alcuni sviluppi sono però abbastanza prevedibili.
Un buon romanzo familiare, piacevole e capace di raccontare un'epoca attraverso le vicende intime dei suoi protagonisti.
Il punto di forza del libro, a mio parere, sono i personaggi e l'atmosfera. La storia delle quattro sorelle permette alla Giannone di raccontare il cambiamento della società italiana senza trasformare il romanzo in un semplice affresco storico.
La trama è interessante, ma non è tanto l'intreccio a rendere forte il libro quanto il modo in cui vengono raccontati i personaggi e le loro relazioni.
Stile | 8/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜ |
Piacevolezza lettura | 8/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜ |
Rappresentazione personaggi | 9/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜ |
Trama | 8/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜ |
Giudizio complessivo | 7/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜ |
Consiglio di lettura: sì. Un buon romanzo, piacevole e capace di raccontare un'epoca attraverso le vicende intime dei suoi protagonisti, e che consiglierei soprattutto a chi ama le storie familiari, i personaggi ben delineati e l'ambientazione nell'Italia del passato.


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