Autore: Marcello Simoni Titolo: La selva degli impiccati Genere: Romanzo, Thriller storico Editore: Einaudi Collana: Stile Libero Big Data di uscita: 12 maggio 2020 Pagine: 400 Ambientazione: Francia del XV secolo (Parigi, Borgogna, Foresta del Morvan) | |
| Dal sito della casa editrice Einaudi: "Marcello Simoni (Comacchio, 1975) è stato archeologo e bibliotecario. Con Il mercante di libri maledetti (2011), il suo romanzo d'esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. Un successo confermato da La biblioteca perduta dell'alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, L'isola dei monaci senza nome, La cattedrale dei morti, L'abbazia dei cento peccati, L'abbazia dei cento delitti, L'abbazia dei cento inganni, L'eredità dell'abate nero, Il patto dell'abate nero, L'enigma dell'abate nero, Il lupo nell'abbazia, La dama delle lagune e Il castello dei falchi neri. Per Einaudi ha pubblicato Il marchio dell'inquisitore (2016 e 2018), dove compare per la prima volta il personaggio di Girolamo Svampa, Il monastero delle ombre perdute (2018 e 2019) e La prigione della monaca senza volto (2019 e 2020). Per Einaudi, oltre al saggio Angeli e diavoli. L'obbedienza e la ribellione (2021), ha pubblicato anche Il marchio dell'inquisitore (2016 e 2018), Il monastero delle ombre perdute (2018 e 2019), La prigione della monaca senza volto (2019 e 2020), Il pozzo delle anime (2023 e 2025), L'angelo di pietra (2025) che hanno come protagonista l'inquisitore Girolamo Svampa, e La selva degli impiccati (2020 e 2023). È tradotto in venti Paesi." |
Recensioni
In questa nuova fatica l’A. affronta il non facile compito di inserire una vicenda, fatta di intrighi e duelli e del tutto inventata, in un contesto rigidamente storico, per di più scegliendo come protagonista il più noto dei poeti tardo medievali della letteratura francese e per comprimari molti personaggi realmente vissuti all’epoca. Giunto alla parola fine debbo dire che la scommessa è stata vinta. In conclusione il libro è godibilissimo e fonte di piacevoli scoperte, anche storiche e letterarie, giacché lo stesso Villon si autocita spesso parlando con i versi che lo hanno reso famoso. (www.qlibri.it)
Sarò anche ripetitiva, ma Simoni non delude mai, sempre attento ai particolari e a render lieta la lettura anche se affronta temi storici che trattano di manipolazioni, abusi e malvagità con una nota positiva di rivalsa nei confronti degli arroganti macchinatori.Usando astuzia, ilarità e furbizia Villon cerca di sconfiggere malizia e ingiustizia per vedere se ci riuscirà il lettore la storia leggere dovrà! (Marianna Di Felice, thrillernord.it)
Trama (senza spoilerare)
Per Villon, però, Dambourg non è un semplice criminale da consegnare alla giustizia. È un vecchio compagno, una persona che appartiene al suo passato e che conosce bene la sua vita. La ricerca assume quindi anche il carattere di un confronto con ciò che Villon è stato e con le persone che hanno condiviso con lui quegli anni.
Seguendo le tracce di Dambourg, Villon lascia Parigi e si dirige verso la Borgogna. Qui la vicenda si allarga e diventa progressivamente più complicata: qualcuno sembra voler impedire che egli porti a termine la sua missione e un misterioso sicario si mette sulle sue tracce.
Durante il viaggio Villon incontra Joséphine Flamant, una giovane donna che vive ai margini della legge e che sa usare l'arco con grande abilità. Anche Joséphine è coinvolta in una vicenda oscura legata alla morte dello zio Manuel, un canonico che era entrato in possesso di una misteriosa lanterna. Attorno a quell'oggetto circolava una storia inquietante: si credeva infatti che al suo interno fosse imprigionato un demone.
Villon e Joséphine finiscono così per seguire percorsi che si intrecciano. La ricerca dell'ex capo dei Coquillards porta alla luce rivalità, vendette e interessi nascosti, mentre la presenza della misteriosa lanterna aggiunge alla vicenda una componente di superstizione e di mistero.
Tra Parigi e le foreste della Borgogna, Villon dovrà capire di chi può fidarsi e soprattutto perché qualcuno sia disposto a fare di tutto per impedire che la verità venga scoperta. La sua missione, nata come semplice mezzo per evitare la forca, si trasforma così in una vicenda molto più pericolosa, nella quale il passato dei protagonisti torna continuamente a presentare il conto.
Giudizio personale
La selva degli impiccati di Marcello Simoni è un romanzo storico e investigativo ambientato nel Medioevo, con un’atmosfera cupa e ricca di mistero.
La vicenda prende avvio da una serie di morti inquietanti e apparentemente inspiegabili. Al centro della storia si trovano indagini, segreti e antichi intrighi che conducono i protagonisti attraverso un mondo fatto di abbazie, castelli, boschi e città medievali, dove nulla è necessariamente ciò che sembra.
Simoni costruisce la storia intrecciando mistero, religione, superstizione e lotte per il potere. Le indagini portano progressivamente alla luce legami nascosti tra personaggi e avvenimenti del passato, mentre il protagonista si trova coinvolto in una vicenda molto più grande di quanto avesse inizialmente immaginato.
Simoni ha una scrittura scorrevole e molto adatta al romanzo storico. La ricostruzione dell'epoca è accurata senza diventare eccessivamente pesante, anche se in alcuni passaggi il linguaggio e le descrizioni rallentano un po' il ritmo.
È un romanzo che si legge con interesse, soprattutto quando l'indagine entra nel vivo. La componente avventurosa mantiene alta la curiosità, anche se il ritmo non è sempre costante.
François Villon è il punto di forza: personaggio irregolare, intelligente, ironico e tutt'altro che facilmente classificabile come "buono" o "cattivo". Interessante anche Joséphine, mentre alcuni personaggi secondari risultano meno approfonditi.
La storia combina indagine, avventura, mistero e ambientazione storica. L'idea di mettere al centro François Villon e il mondo dei Coquillards è originale e permette di intrecciare bene vicende personali e mistero. Qualche passaggio può apparire un po' macchinoso, ma nel complesso la trama è coinvolgente.
Non è probabilmente tra i romanzi più immediati di Simoni, ma offre una storia interessante e un protagonista che lascia il segno.
Consiglio di lettura: sì. Un buon thriller storico, particolarmente indicato per chi ama il Medioevo raccontato attraverso personaggi realmente esistiti, ambientazioni oscure e misteri da risolvere.
La vicenda prende avvio da una serie di morti inquietanti e apparentemente inspiegabili. Al centro della storia si trovano indagini, segreti e antichi intrighi che conducono i protagonisti attraverso un mondo fatto di abbazie, castelli, boschi e città medievali, dove nulla è necessariamente ciò che sembra.
Simoni costruisce la storia intrecciando mistero, religione, superstizione e lotte per il potere. Le indagini portano progressivamente alla luce legami nascosti tra personaggi e avvenimenti del passato, mentre il protagonista si trova coinvolto in una vicenda molto più grande di quanto avesse inizialmente immaginato.
Simoni ha una scrittura scorrevole e molto adatta al romanzo storico. La ricostruzione dell'epoca è accurata senza diventare eccessivamente pesante, anche se in alcuni passaggi il linguaggio e le descrizioni rallentano un po' il ritmo.
È un romanzo che si legge con interesse, soprattutto quando l'indagine entra nel vivo. La componente avventurosa mantiene alta la curiosità, anche se il ritmo non è sempre costante.
François Villon è il punto di forza: personaggio irregolare, intelligente, ironico e tutt'altro che facilmente classificabile come "buono" o "cattivo". Interessante anche Joséphine, mentre alcuni personaggi secondari risultano meno approfonditi.
La storia combina indagine, avventura, mistero e ambientazione storica. L'idea di mettere al centro François Villon e il mondo dei Coquillards è originale e permette di intrecciare bene vicende personali e mistero. Qualche passaggio può apparire un po' macchinoso, ma nel complesso la trama è coinvolgente.
Non è probabilmente tra i romanzi più immediati di Simoni, ma offre una storia interessante e un protagonista che lascia il segno.
Stile | 7/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜ |
Piacevolezza lettura | 7/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜ |
Rappresentazione personaggi | 8/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜ |
Trama | 7/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜ |
Giudizio complessivo | 7/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜ |
Consiglio di lettura: sì. Un buon thriller storico, particolarmente indicato per chi ama il Medioevo raccontato attraverso personaggi realmente esistiti, ambientazioni oscure e misteri da risolvere.

