Autore: Florence Knapp Titolo: Tre nomi Titolo originale: The Names Traduzione: Federica Merati Genere: Narrativa straniera, Narrativa domestica Editore: Garzanti Collana: Narratori moderni Data di uscita: 10 febbraio 2026 Pagine: 320 Ambientazione: Inghilterra e Irlanda | |
| Dal sito della casa editrice Garzanti: "Florence Knapp vive appena fuori Londra con il marito e un cane. I due figli hanno ormai lasciato il nido. Tre nomi è il suo romanzo d’esordio e sarà tradotto in venticinque paesi." |
Recensioni
I primi due accadimenti della vita di ogni essere umano sono dati e non scelti. Il primo è proprio l’essere messi al mondo e il secondo è il nome che ciascuno porta. Dare un nome alle cose le fa esistere e, per quanto riguarda le persone, dà loro un imprinting... Tre nomi racconta quindi anche del valore delle decisioni, di come alcune scelte possano spostare per sempre degli equilibri. Di come, a volte, nell’inizio ci sia dentro già tutto. (Gaia Montanaro, Il Foglio)
Il tema della violenza domestica è altrettanto presente nel libro, intrecciato a quello della scelta: se ne vedranno le conseguenze quando la protagonista dovrà decidere (per tre volte) come chiamare il figlio. L’idea di inserire un argomento così delicato è nata ascoltando il racconto di una donna durante un incontro di un’associazione benefica. Interrogandosi sugli effetti della violenza, e sul perché spesso sia così difficile allontanarsi dal proprio aggressore, la scrittrice ha raccontato: “Volevo scrivere di come le persone possono guarire da queste situazioni e di come queste influenzino le loro vite e le persone che diventano, ma anche di come riescono ad andare avanti e condurre una vita significativa, di come qualcuno riesca effettivamente a riprendersi e a ricostruirsi dopo queste esperienze”. Tre nomi è un romanzo sulle scelte, sul peso che hanno sulla vita delle persone e, citando il The Guardian, “su come un momento di coraggio, di incoscienza o di cieco terrore possa agire come un dito su una bilancia, spostando per sempre l’equilibrio di una vita”. (www.illibraio.it)
In generale il libro è stato molto apprezzato per il modo in cui racconta una storia di abusi. Il Guardian per esempio ha commentato la «grande tenerezza con cui Knapp ha raccontato la violenza domestica senza offrire soluzioni facili». Il Washington Post ha scritto che uno degli elementi più interessanti del libro è che l’autrice «crea scene potenti che mettono al centro le eroine e gli eroi spesso dimenticati nei casi di violenza domestica: i primi soccorritori, i volontari dei rifugi per donne». Su Goodreads Tre nomi ha più di quattro stelle di media. Sebbene lo abbia elogiato, il Guardian ha scritto anche che la struttura del romanzo può risultare un po’ troppo «schematica», anche se è d’aiuto per il lettore perché è abbastanza complesso passare nel giro di poche pagine da una storia all’altra, soprattutto quando i protagonisti sono gli stessi ma le loro vicissitudini e le loro intenzioni cambiano. (www.ilpost.it)
"Mentre fuori il vento spezza i rami degli alberi, il pianto di un neonato riempie di vita la stanza. È nato il figlio di Cora e lei, finalmente, può cullarlo. Ma non è solo una notte di nascita e tempesta. È una notte di decisioni. Il bambino ha bisogno di un nome, ma Cora esita. La scelta più semplice sarebbe chiamarlo Gordon. Il nome del padre, e di tutti i maschi della famiglia. Il nome che il marito vorrebbe imporle. Eppure, Cora sente che non è la decisione giusta. Potrebbe chiamarlo Julian, un nome che le è sempre piaciuto per il suo significato: Padre del cielo. O accontentare la primogenita Maia che le ha suggerito Bear. Il mattino dopo, la bufera è passata. Cora, invece, sente ancora infuriare dentro di sé lo stesso vento che ha messo sottosopra la città. Mentre va all’anagrafe, ferma il passeggino sotto una quercia e stringe forte la mano di Maia. Gordon, Julian, Bear. Cora deve decidere se assecondare la volontà di suo marito o ribellarsi.
In tre scenari alternati, la madre dà al figlio un nome diverso. Una scelta che comporta tre vite differenti. Una decisione che innesca infinite possibilità. Perché un nome non è mai soltanto un nome. Può essere dono, eredità, promessa; oppure trasformarsi in vincolo, marchio, condanna. Può proteggere o ferire. Può esprimere amore o potere. E può cambiare un’intera esistenza."
Consiglio di lettura: sì, consapevoli che non è un capolavoro.
Il tema della violenza domestica è altrettanto presente nel libro, intrecciato a quello della scelta: se ne vedranno le conseguenze quando la protagonista dovrà decidere (per tre volte) come chiamare il figlio. L’idea di inserire un argomento così delicato è nata ascoltando il racconto di una donna durante un incontro di un’associazione benefica. Interrogandosi sugli effetti della violenza, e sul perché spesso sia così difficile allontanarsi dal proprio aggressore, la scrittrice ha raccontato: “Volevo scrivere di come le persone possono guarire da queste situazioni e di come queste influenzino le loro vite e le persone che diventano, ma anche di come riescono ad andare avanti e condurre una vita significativa, di come qualcuno riesca effettivamente a riprendersi e a ricostruirsi dopo queste esperienze”. Tre nomi è un romanzo sulle scelte, sul peso che hanno sulla vita delle persone e, citando il The Guardian, “su come un momento di coraggio, di incoscienza o di cieco terrore possa agire come un dito su una bilancia, spostando per sempre l’equilibrio di una vita”. (www.illibraio.it)
In generale il libro è stato molto apprezzato per il modo in cui racconta una storia di abusi. Il Guardian per esempio ha commentato la «grande tenerezza con cui Knapp ha raccontato la violenza domestica senza offrire soluzioni facili». Il Washington Post ha scritto che uno degli elementi più interessanti del libro è che l’autrice «crea scene potenti che mettono al centro le eroine e gli eroi spesso dimenticati nei casi di violenza domestica: i primi soccorritori, i volontari dei rifugi per donne». Su Goodreads Tre nomi ha più di quattro stelle di media. Sebbene lo abbia elogiato, il Guardian ha scritto anche che la struttura del romanzo può risultare un po’ troppo «schematica», anche se è d’aiuto per il lettore perché è abbastanza complesso passare nel giro di poche pagine da una storia all’altra, soprattutto quando i protagonisti sono gli stessi ma le loro vicissitudini e le loro intenzioni cambiano. (www.ilpost.it)
Trama (senza spoilerare)
Dal sito della casa editrice Garzanti
In tre scenari alternati, la madre dà al figlio un nome diverso. Una scelta che comporta tre vite differenti. Una decisione che innesca infinite possibilità. Perché un nome non è mai soltanto un nome. Può essere dono, eredità, promessa; oppure trasformarsi in vincolo, marchio, condanna. Può proteggere o ferire. Può esprimere amore o potere. E può cambiare un’intera esistenza."
Giudizio personale
Lo spunto iniziale è intrinsecamente ricco di possibilità: da tre nomi diversi, da tre scelte diverse possono derivare percorsi di vita differenti e già tracciati in nuce? Viene subito in mente il film Sliding Doors. Le tematiche che pervadono il libro sono drammatiche, dalle violenze domestiche alle conseguenze delle nostre azioni.
Il libro alterna la storia delle vite di Bear, Julian e Gordon: il mio consiglio è di leggerle non nell'ordine in cui sono raccontate nel libro, ma di leggere singolarmente la vita di ciascuno. In questo modo è più facile non perdere il filo della narrazione. E' un bel libro da leggere, semplice, non un capolavoro.
Stile | 6/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜ |
Piacevolezza lettura | 6/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜ |
Rappresentazione personaggi | 7/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜ |
Trama | 7/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜ |
Giudizio complessivo | 7/10 | ⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜ |
Consiglio di lettura: sì, consapevoli che non è un capolavoro.


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