venerdì 11 dicembre 2020

Wilbur Smith, Tom Cain - LA NOTTE DEL PREDATORE

 




Autore: Wilbur Smith, Tom Cain

Titolo: La notte del predatore

Titolo originale: Predator

Genere: Suspense, Thriller, Avventura

Editore: Longanesi

Collana: LA GAJA SCIENZA

Data di uscita:  ottobre 2016

Pagine: 496

Prezzo ediz. cartacea: cartonato 19,90 €

E book Kindle: 3,99 €

Ambientazione: Africa (Angola)


Dal sito della casa editrice Longanesi

"Wilbur Smith è l’autore contemporaneo più venduto in italia, con oltre 26 milioni di copie. I suoi romanzi nascono da una profonda conoscenza personale del continente africano e di molti altri luoghi dove l’autore è vissuto. È nato nel 1933 nella Rhodesia del Nord (l’attuale Zambia), ma è cresciuto e ha studiato in Sudafrica. Si è dedicato a tempo pieno alla narrativa dal 1964. Dopo i primi romanzi, usciti senza particolare successo presso altri editori italiani, nel 1980 la casa editrice Longanesi pubblica Come il mare, affermando Smith presso una vasta comunità di lettori. Sarà il primo di 39 best seller avvincenti che spaziano dall’Asia all’Africa alle Americhe e dall’antico Egitto ai giorni nostri, oggi veri e propri classici del genere. Tra i suoi romanzi più letti ed evocativi: Il dio del fiume, Il settimo papiro, La legge del deserto, Come il mare, Il dio del deserto, Il leone d’oro e L’ultimo faraone.
I romanzi nel catalogo Longanesi:
Ciclo dei Courteney."

David Thomas (nato a Mosca ma di nazionalità inglese), conosciuto con lo pseudonimo di Tom Cain, è un giornalista che lavora da più di venticinque anni per i quotidiani e i periodici inglesi e americani più importanti. Nel corso della sua carriera ha intervistato centinaia di eminenti personalità del mondo della politica, dell’economia, dello sport e dello spettacolo. Ha indagato sugli scandali finanziari di Wall Street, sui misteri di Hollywood e sulla corruzione sportiva in Inghilterra. È autore di dodici saggi, tradotti in venti lingue, di varie sceneggiature, del romanzo Il giorno dell’incidente (Nord, 2008, disponibile anche in Tea), oltre che di una serie a sfondo storico.




Recensioni

Hector Cross era politicamente scorretto prima ancora che Donald Trump diventasse presidente. Ex Sas, maschio alfa,un mondo tagliato con l’accetta tra bianco e nero, non esita ad uccidere chi gli ammazza la donna che ama. Occhio per occhio. Tanto da far pensare che il vero politically incorrect sia il suo creatore, Wilbur Smith. (Fabio Pozzo, La Stampa, Tuttolibri)

Trovarsi a leggere determinati autori genera sempre una sorta di attesa e di influenza positiva, soprattutto quando parliamo di grandi penne come Wilbur Smith. Tuttavia, durante la lettura de "La notte del predatore", andando avanti tra le pagine si fa gradualmente spazio l'idea di avere a che fare con un thriller spaventosamente convenzionale, che è abbastanza carente in molti aspetti in cui il suo autore aveva saputo distinguersi nelle sue precedenti fatiche. (Qlibri)

Trama

Terzo e ultimo atto che conclude la cosiddetta trilogia di Hector Cross dopo La legge del deserto del 2011 e Vendetta di sangue del 2013.
Hector Cross non sa darsi pace dopo che la sua amatissima moglie, Hazel Bannock, è stata crudelmente uccisa. Dei due colpevoli è rimasto in vita solo Johnny Congo, un assassino squilibrato e violento, colpevole dell’inferno in cui è caduto l’ex maggiore dei SAS. Il criminale è rinchiuso nel braccio della morte di un carcere degli Stati Uniti, in attesa della sua esecuzione, e vuole evadere come ha già fatto altre volte. 
Jonny Congo riesce a mettere in atto la sua fuga e si mette in combutta con Mateus Da Cunha. L'intento è quello di provocare una rivolta del Cabinda per staccarlo dall'Angola e fruire delle sue enormi ricchezze petrolifere. Un mezzo è quello di colpire la piattaforma petrolifera della Bannock al largo della costa cabindana. Hector Cross, nel suo ruolo di responsabile della sicurezza della multinazionale, comprende il piano e tenterà di fermarlo. La missione costringerà Hector a fare i conti con i propri limiti, e con l’intenzione di non fermarsi finché non avrà catturato la sua preda. Intanto le azioni della Bannock crollano, ma Hector riuscirà a dimostrare al mondo l'esistenza del complotto per colpire militarmente e finanziariamente la società…

Giudizio personale

Lettura scorrevole e poco impegnativa, definiamolo un romanzo adatto ad essere letto sotto l'ombrellone. C'è l'azione, l'avventura e i colpi di scena, la prima parte è più lenta, la seconda guadagna ritmo. I personaggi sono banali e delineati in modo stereotipato, non è un capolavoro e nemmeno uno dei libri migliori di Smith. 



Stile
6/10
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Piacevolezza lettura
7/10
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Rappresentazione personaggi
5/10
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Trama
6/10
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Giudizio complessivo
6/10
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Consiglio di lettura: potete evitarlo, a meno che non siate fanatici di Smith o non vogliate interrompere la lettura della trilogia.

mercoledì 2 dicembre 2020

Walter Veltroni - ASSASSINIO A VILLA BORGHESE

 



Autore: Walter Veltroni

Titolo: Assassinio a Villa Borghese

Genere: Mystery, Giallo

Editore: Marsilio

Collana: Lucciole

Data di uscita: 2019

Pagine:208

Prezzo ediz. cartacea: € 14,00

E book Kindle:  € 3,99

Ambientazione: Roma


Dal sito della casa editrice Marsilio:

"Walter Veltroni è nato a Roma il 3 luglio 1955. È stato direttore dell’Unità, vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni e le attività culturali, sindaco di Roma, fondatore e primo segretario del Partito democratico. Oltre al primo capitolo delle indagini del commissario Buonvino, Assassinio a Villa Borghese, pubblicato sempre da Marsilio nel 2019, ha scritto vari romanzi, tra i quali La scoperta dell’alba (2006), Noi (2009), L’isola e le rose (2012), Ciao (2015), Quando (2017), tutti editi da Rizzoli. Ha realizzato diversi documentari tra i quali Quando c’era Berlinguer (2014), I bambini sanno (2015), Indizi di felicità (2017), Tutto davanti a questi occhi (2018) e la serie sulla storia dei programmi televisivi Gli occhi cambiano (2016). Nel 2019 è uscito il suo primo film, C’è tempo. Collabora con il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport.






Recensioni

Una stroncatura di quelle così sonore che il rimbombo ha fatto il giro del web. “L’unico assassinio è quello della letteratura e il colpevole non è il maggiordomo: è Veltroni“. Parole di Michela Murgia che durante la trasmissione Tg Zero di Radio Capital ha fatto una recensione del libro di Walter Veltroni, Assassinio a Villa Borghese: “Walter, ti prego, fai altro nella vita. Non è assassinio a Villa Borghese, è assassinio della letteratura e il colpevole sei tu, non è il maggiordomo. Torna a fare politica. Eri meglio sindaco che come scrittore”, ha commentato la scrittrice dopo aver letto dieci righe dal romanzo. (Il Fatto Quotidiano)

Assassinio a Villa Borghese è ...il primo giallo di Walter Veltroni. L'errore principale è però leggerlo con il retropensiero del veltronismo, come sinora hanno fatto quasi tutti. Da un lato gli eccessivi peana della stampa amica, dall'altro le stroncature di chi lo detesta. In realtà, se riuscite a coprire il nome dell'autore in copertina, vi immergerete in una trama solida con personaggi riusciti e un sorprendente colpo di scena finale. (Fabrizio D'Esposito, Il Fatto Quotidiano)

In "Assassinio a Villa Borghese" Walter Veltroni profana i luoghi a lui più cari con una serie di efferati delitti e trasforma il poliziesco nel canto di una città nonostante tutto ancora incantata. (Michele Serra, La Repubblica)

Trama (non viene mai svelato il finale)

Giovanni Buonvino vive solo perché, dopo sei anni insieme, la sua Lavinia l'aveva mollato. Il suo interlocutore immaginario è un poster di Nik Novecento, affisso al muro dell'ingresso di casa. Giovanni, da quindici anni fermo allo stesso livello di qualifica, finalmente ottiene una promozione: sarà il capo del nuovo commissariato di Villa Borghese, diventerà commissario in un luogo della capitale dove raramente accade qualcosa. Per di più la sua squadra sarà un po' particolare, tra i "magnifici sette" (come sono chiamati) uno normale, a vista, non c'è.
Accade però che nel luogo più tranquillo di Roma iniziano ad accadere drammatici ritrovamenti. Un bambino di circa tre anni squartato in sei pezzi con un messaggio lasciato nella Cappella di Piazza di Siena che fa riferimento alla data del 18 maggio 1781 ed alla morte avvenuta in quel giorno di Tupac Amaru II. Viene poi ritrovata la testa mozzata di un adulto trentenne incartata in giornali tutti del 18 maggio con un messaggio che si fa beffe degli inquirenti, dicendo che non devono seguire la pista dei Tupamaros ma quella di Pugačëv, rivoluzionario russo che guidò una rivolta contro l'imperatrice Caterina II, fu catturato, decapitato e squartato. Buonvino avrà il suo bel daffare per cercare di risolvere il caso ...

Giudizio personale

Accolgo il punto di vista espresso da Fabrizio D'Esposito e riportato sopra tra le recensioni, cerco quindi di giudicare il libro fingendo di ignorare chi l'ha scritto.
E' un libro breve, senza eccessive pretese, non un capolavoro del genere, ma nemmeno spazzatura illeggibile. Si tratta di un giallo all'italiana ambientato in modo magistrale a Villa Borghese con un protagonista bonario e sfigato. Gli altri personaggi a mio avviso sono troppo caricaturali, eccessivi nei loro lati positivi o negativi. Il romanzo è ricco di citazioni che vanno dal cinema alla musica, dalla storia allo sport. Un difetto che ho riscontrato è la strutturazione del racconto, come un fiume che a un certo punto si ramifica e molti rami si perdono nel nulla.

Stile
6/10
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Piacevolezza lettura
7/10
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Rappresentazione personaggi
5/10
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Trama
6/10
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Giudizio complessivo
6/10
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Consiglio di lettura: sì, se amate i gialli, non avete molto tempo da dedicare alla lettura e non pretendete il capolavoro.

martedì 1 dicembre 2020

Donato Carrisi - LA CASA DELLE VOCI

 




Autore: Donato Carrisi

Titolo: La casa delle voci

Genere: Narrativa, Suspense, Thriller

Editore: Longanesi

Collana: LA GAJA SCIENZA

Data di uscita: 2 dicembre 2019

Pagine: 400

Prezzo ediz. cartacea: cartonato 22,00 €

E book Kindle: 9,99 €

Ambientazione: Firenze, anni 2010


Dal sito della casa editrice Longanesi:

"Donato Carrisi è nato nel 1973 a Martina Franca e vive a Roma. Dopo aver studiato giurisprudenza, si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento. È regista oltre che sceneggiatore di serie televisive e per il cinema. È una firma del Corriere della Sera ed è l’autore dei romanzi bestseller internazionali (tutti pubblicati da Longanesi) Il suggeritore, Il tribunale delle anime, La donna dei fiori di carta, L’ipotesi del male, Il cacciatore del buio, Il maestro delle ombre, L’uomo del labirinto, La ragazza nella nebbia, dal quale ha tratto il film omonimo con cui ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente, Il gioco del suggeritore. In uscita nell’autunno 2019 il film diretto da Donato Carrisi e tratto da L’uomo del labirinto."


Recensioni

Carrisi ridefinisce qui lo statuto del thriller psicologico: porta il male e la paura un gradino più in là, fa un passo dentro il buio profondo dell'animo umano. (Severino Colombo, Corriere della Sera)

Lo scrittore, regista e sceneggiatore, mostra nel nuovo romanzo la partita che all'interno di ogni famiglia giocano le categorie di verità e finzione, realtà e illusione. Specialmente in quell'epoca della vita, l'infanzia, in cui i genitori sono la misura di ogni cosa. (Ansa.it)

L'ultimo romanzo di Donato Carrisi, "La casa delle voci", appena pubblicato da Longanesi, è un thriller psicologico costruito con abilità, che attinge ai classici del genere e cattura il lettore come una calamita. (Riccardo De Palo, Il Messaggero)


Trama (non viene mai svelato il finale)

“Per un bambino la famiglia è il posto più sicuro della terra, oppure il più pericoloso: ogni psicologo infantile lo sa.” 

Lo sa bene Pietro Gerber, psicologo infantile specializzato in ipnosi, l’addormentatore di bambini per insegnare loro a mettere ordine nella fragile memoria e distinguere il vero dal falso. 

Un giorno però, Pietro viene contattato da una collega australiana, la dottoressa Walker, che gli sottopone il caso di una donna di nome Hanna Hall, la quale durante una seduta di ipnosi le aveva raccontato di aver ucciso il fratello Ado quando aveva meno di dieci anni. Ora Ado è sepolto in un luogo imprecisato nella campagna toscana, Hanna poi era stata adottata ed attualmente viveva ad Adelaide, in Australia, ma stava ritornando in Toscana. 

Hanna aveva raccontato alla dottoressa Walker che solo mamma e papà conoscevano il suo vero nome; con la sua famiglia si spostavano in continuazione nella campagna toscana portando con sé una piccola cassa di legno e ogni volta che arrivavano in un posto diverso, cambiavano i loro nomi e ogni nuova casa abbandonata diventava per lei la casa delle voci. Hanna doveva rispettare cinque regole che avrebbero dovuto proteggerla dagli estranei che prendevano le persone, le portavano via dai loro cari e non tornavano mai più indietro. Una notte però gli estranei avevano attaccato il casale disperso nella campagna dove si erano rifugiati. Secondo la procedura che avevano concordato in precedenza, avrebbero dovuto bruciare la casa e rifugiarsi di sotto, nello scantinato. Qualcosa era però andato storto, papà non era con loro e la mamma le aveva detto che c’era ancora un modo per andarsene, bere l’acqua della dimenticanza. 

Pietro incontra Hanna, all’inizio convinto di essere un semplice spettatore, invece scopre di avere un ruolo ben preciso nella storia che gli viene raccontata. Ognuno ha i suoi segreti e Pietro ne ha uno in particolare che condivideva con il signor B, suo padre…

Giudizio personale

Libro avvincente che cattura l'attenzione del lettore, tra suspense e momenti di brivido, nonostante il tema centrale della complessità della mente umana. Il finale è forse un po' affrettato, può comunque sorprendere il lettore. Lo stile di scrittura è sempre quello di Carrisi, lineare e coinvolgente.

Stile
8/10
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Piacevolezza lettura
8/10
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Rappresentazione personaggi
8/10
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Trama
8/10
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Giudizio complessivo
8/10
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Consiglio di lettura: sì