mercoledì 13 ottobre 2021

Stefania Auci - FLORENCE

 








Autore: Stefania Auci

Titolo: Florence

Genere: Fiction storica

Editore: Baldini+Castoldi

Collana: Romanzi e raccolti

Data di uscita: 14 ottobre 2014

Pagine: 480

Prezzo ediz. cartacea: Cartonato con sovraccoperta 20,00 €

E book Kindle: 7,99 €

Ambientazione: Firenze, Greve in Chianti, fronte della Marna tra Francia e Belgio


Dal sito della casa editrice Baldini+Castoldi:

"Insegnante, trapanese d’origine e palermitana d’adozione, ha collaborato per lungo tempo con blog letterari e riviste on line. È autrice di due romance storici, Il fiore di Scozia e La rosa bianca. Questo è il suo primo romanzo storico ambientato in Italia."



Recensioni

Insomma, un libro da leggere per gli appassionati della buona scrittura e dei romanzi, ma anche per conoscere meglio un’autrice di talento che non sa emozionare solo con le sue storie ma anche col suo stile narrativo. (valderice.online)

Romanzo storico ambientato in una Firenze scossa dai venti di guerra, “Florence” (Baldini & Castoldi, 2015) di Stefania Auci, insegnante, trapanese d’origine e palermitana d’adozione, è una storia che unisce grandi temi come amore, guerra, mutamenti sociali a una ricostruzione storica e ambientale di grande impatto emotivo. Lo stile usato da Stefania Auci è accurato e la sua principale abilità è far rivivere quel periodo storico che convenzionalmente dà inizio all'età contemporanea. (Milena Privitera, sololibri.net)

Trama (non viene mai svelato il finale)

Firenze 1914. In Europa già si combatte la prima guerra mondiale, l’Italia per ora sta alla finestra, divisa tra interventisti e e pacifisti.
Ludovico Aldisi, nato da una famiglia di pescatori, ha l’aspirazione bollente e rabbiosa di ottenere la fama e migliorare la sua posizione sociale. Teso a questo scopo primario, l’Aldisi, semplice cronista de “La Nazione”, propone al suo giornale la possibilità di diventare un inviato di guerra. Deciso propugnatore dell’intervento italiano nella guerra in corso, appartiene all'Associazione Nazionalista Italiana. Il giornale accetta e Ludovico parte per il fronte, al confine tra Francia e Belgio. Il Belgio era stato annientato ed i tedeschi stavano penetrando in Francia. Ludovico va a Parigi dove ha la possibilità di intervistare Gabriele D’Annunzio, il fondatore dell’Associazione Nazionalista Italiana e deciso interventista, convinto che si debba combattere contro l’Austria per riprendere ciò che ci appartiene. Riesce ad ottenere un lasciapassare per seguire, sul fronte della Marna, i Gordon Highlanders del capitano Jasper Freeman che lo rassicura: “si è appena procurato un biglietto di sola andata per l’inferno”. Sul fronte della Marna la guerra, seguita sul terreno della sua dura crudeltà, riporta in vita il nostro peccato originale, rivela che siamo animali, prima di tutto. Anche Ludovico sperimenterà sulla sua pelle e nella sua coscienza il dramma che ogni conflitto porta con sé. 
Ritornerà ma nulla sarà più come prima, era andato per trovare la fama, aveva trovato l’orrore. Il successo avuto come inviato di guerra porta Aldisi a diventare un cronista politico da prima pagina.

Ludovico sinora, teso alla conquista dell’affermazione sociale, non aveva voluto un legame stabile con una donna, accontentandosi di avventure e amanti occasionali. L’Associazione Nazionalista Italiana a Firenze contava tra i suoi soci l’avvocato Mario Anselmi, proveniente da un casato prestigioso e sposato con la splendida Claudia D’Alatri, la quale aveva ignorato che sposare Mario avrebbe significato subire umiliazioni di ogni tipo. Lei aveva sempre subìto tutto, poi aveva provato il tradimento con vari amanti, fino ad avere una relazione proprio con Ludovico. L’attenzione di quest’ultimo però progressivamente si allontana da Claudia e si volge verso Irene, figlia del professor Laurenti, ritornata controvoglia a Florence da Parigi dove avrebbe voluto continuare a studiare e diventare professore universitario come il padre. Irene è una donna giovane, idealista e libera in un mondo ostile alle donne.
L’avvocato Anselmi scopre però una lettera e per Ludovico cominciano i guai personali...

Giudizio personale

Il romanzo copre l’arco temporale tra il 1914 e il 1919 ed intreccia la tragedia collettiva della prima guerra mondiale con le avventure amorose e le tragedie individuali.
La trama è ben strutturata anche se un po’ piatta, il linguaggio è chiaro e lineare, il libro si legge volentieri anche se si sarebbe potuto snellire, riducendo il numero di pagine, facilitando così il ritmo della narrazione. Non deve essere semplice scrivere un romanzo storico, non siamo di fronte a Ken Follett, ma il romanzo merita di essere letto, anche per seguire l’evoluzione della Auci.

Stile
7/10
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Piacevolezza lettura
7/10
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Rappresentazione personaggi
7/10
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Trama
6/10
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Giudizio complessivo
7/10
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Consiglio di lettura: sì

giovedì 7 ottobre 2021

Emanuele Trevi - DUE VITE

 








Autore: Emanuele Trevi

Titolo: Due vite

Genere: Narrativa biografica

Editore: Neri Pozza

Collana: Piccola Biblioteca

Data di uscita: maggio 2020

Pagine: 144

Prezzo ediz. cartacea: 12,00 €

E book Kindle: 7,99 €

Ambientazione: Milano, Roma, Toscana


Dal sito della casa editrice Neri Pozza:

"Emanuele Trevi è nato a Roma nel 1964. Collabora al Corriere della Sera e al Manifesto. Tra le sue opere: I cani del nulla (Einaudi, 2003), Senza verso. Un’estate a Roma (Laterza, 2004), Il libro della gioia perpetua (Rizzoli, 2010), Qualcosa di scritto (Ponte alle Grazie, 2012), Il popolo di legno (Einaudi, 2015) e Sogni e favole (Ponte alle Grazie, 2019). Con Neri Pozza ha pubblicato Due vite (2020), proposto da Francesco Piccolo al Premio Strega 2021 con la seguente motivazione:

«Due vite è la storia di tre amici: Emanuele Trevi che racconta Rocco Carbone e Pia Pera, due scrittori scomparsi troppo giovani. Racconta delle sconfitte e delle euforie, dei litigi e dei gesti indimenticabili, delle notti romane; e parla del dolore di averli persi. Questo libro è il modo di tenerli vicini, anche se il tempo che passa cerca di allontanarli. Le storie, la memoria, la riflessione, le divagazioni e la distrazione – sono tutte caratteristiche della scrittura di Trevi, e della sua capacità di tirarci dentro un tempo e un luogo che non pensavamo ci riguardasse così tanto. Due vite di Emanuele Trevi è un libro capace di trasformare l’intimità e la malinconia in letteratura, rendendole universali a avvicinandole alle vite di tutti. Ed è un libro che non assomiglia a nessun altro. Per questo lo candido con entusiasmo al premio.» 
Il libro risultò il vincitore della LXXV edizione del Premio Strega nel 2021."






Recensioni

Emanuele Trevi attraversa l'amicizia che l'ha legato a Rocco Carbone e Pia Pera(...). Lo fa in un "romanzo" - definizione che gli va stretta - mescolando narrativa, autobiografia, biografia e critica in uno stile inconfondibile e affascinante sempre messo alla prova perché: "l'unica cosa importante in questo tipo di ritratti scritti è cercare la distanza giusta, che è lo stile dell'unicità". (Alessandro Beretta, la Lettura)

“Due vite” di Emanuele Trevi (Neri Pozza), libro vincitore del Premio Strega, non sa, né vuol sapere, se sia più romanzo, saggio o memoir, in questa ambiguità trova la ragione del suo stile. (Nanni Delbecchi, il Fatto Quotidiano)

Bel racconto che alterna le riflessioni dell’io narrante alla storia della vita di due scrittori scomparsi prematuramente, Rocco Carbone e Pia Pera. (Mirella Serri, La Stampa)

Trama (non viene mai svelato il finale)

Dal sito della casa editrice Neri Pozza
«L’unica cosa importante in questo tipo di ritratti scritti è cercare la distanza giusta, che è lo stile dell’unicità». Così scrive Emanuele Trevi in un brano di questo libro che, all'apparenza, si presenta come il racconto di due vite, quella di Rocco Carbone e Pia Pera, scrittori prematuramente scomparsi qualche tempo fa e legati, durante la loro breve esistenza, da profonda amicizia. Trevi ne delinea le differenti nature: incline a infliggere colpi quella di Rocco Carbone per le Furie che lo braccavano senza tregua; incline a riceverli quella di Pia Pera, per la sua anima prensile e sensibile, così propensa alle illusioni. Ne ridisegna i tratti: la fisionomia spigolosa, i lineamenti marcati del primo; l’aspetto da incantevole signorina inglese della seconda, così seducente da non suggerire alcun rimpianto per la bellezza che le mancava. Ne mostra anche le differenti condotte: l’ossessione della semplificazione di Rocco Carbone, impigliato nel groviglio di segni generato dalle sue Furie; la timida sfrontatezza di Pia Pera che, negli anni della malattia, si muta in coraggio e pulizia interiore. Tuttavia, la distanza giusta, lo stile dell’unicità di questo libro non stanno nell'impossibile tentativo di restituire esistenze che gli anni trasformano in muri scrostati dal tempo e dalle intemperie. Stanno attorno a uno di quegli eventi ineffabili attorno a cui ruota la letteratura: l’amicizia.
Nutrendo ossessioni diverse e inconciliabili, Rocco Carbone e Pia Pera appaiono, in queste pagine, come uniti da un legame fino all'ultimo trasparente e felice,quel legame che accade quando «Eros, quell'ozioso infame, non ci mette lo zampino».

Giudizio personale

Non aspettatevi di leggere un libro da ombrellone, non si tratta né di un romanzo né di una biografia.
Le due vite non sono solo quelle di Rocco Carbone e Pia Pera ma anche quelle di ciascuno di noi. "Perché noi viviamo due vite, entrambe destinate a finire: la prima è la vita fisica, fatta di sangue e respiro, la seconda è quella che si svolge nella mente di chi ci ha voluto bene. E quando anche l'ultima persona che ci ha conosciuto da vicino muore, ebbene, allora davvero noi ci dissolviamo, evaporiamo, e inizia la grande e interminabile festa del Nulla, dove gli aculei della mancanza non possono più pungere nessuno."
La lettura del libro è impegnativa e intensa, ogni pagina è profonda, difficile e delicata al tempo stesso. Nonostante ciò il libro non mi ha catturato, perché forse per coglierne il senso ed il valore autentico occorrerebbe aver conosciuto i protagonisti delle due vite. L'autore mi sembra un po' compiaciuto di mostrare la sua bravura.

Stile
7/10
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Piacevolezza lettura
6/10
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Rappresentazione personaggi
7/10
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Trama
6/10
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Giudizio complessivo
6/10
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Consiglio di lettura: ora che l'ho letto, non lo comprerei più ma non mi sento comunque di sconsigliarlo a tutti. Chi ama la lettura d'evasione ne stia lontano.  

martedì 5 ottobre 2021

Maurizio de Giovanni - NOZZE PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE

 








Autore: Maurizio de Giovanni

Titolo: Nozze per i Bastardi di Pizzofalcone

Genere: Narrativa, Mystery, Thriller

Editore: Einaudi

Collana: Stile Libero Big (2021)

Data di uscita: 3 dicembre 2019

Pagine: 296

Prezzo ediz. cartacea: 13,50 €

E book Kindle: 10,99 €

Ambientazione: Napoli


Dal sito della casa editrice Einaudi:

"Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958) ha raggiunto la fama con i romanzi che hanno come protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Su questo personaggio si incentrano Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore, Anime di vetro, Serenata senza nome, Rondini d'inverno, Il purgatorio dell'angelo e Il pianto dell'alba (tutti pubblicati da Einaudi Stile Libero). Dopo Il metodo del Coccodrillo (Mondadori 2012; Einaudi Stile Libero 2016; Premio Scerbanenco), con I Bastardi di Pizzofalcone (2013) ha dato inizio a un nuovo ciclo contemporaneo (sempre pubblicato da Einaudi Stile Libero e diventato una serie Tv per Rai 1), continuato con Buio, Gelo, Cuccioli, Pane, Souvenir, Vuoto, Nozze e Fiori, che segue le vicende di una squadra investigativa partenopea. Ha partecipato, con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli, all'antologia Giochi criminali (2014). Per Rizzoli sono usciti Il resto della settimana (2015), I Guardiani (2017), Sara al tramonto (2018), Le parole di Sara (2019) e Una lettera per Sara (2020); per Sellerio, Dodici rose a Settembre (2019); per Solferino, Il concerto dei destini fragili (2020). Con Cristina Cassar Scalia e Giancarlo De Cataldo ha scritto il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (Einaudi Stile Libero 2020). Sempre per Einaudi Stile Libero, ha pubblicato della serie di Mina Settembre Troppo freddo per Settembre (2020) e Una Sirena a Settembre (2021). I libri di Maurizio de Giovanni sono tradotti in tutto il mondo. Molto legato alla squadra di calcio della sua città, di cui è visceralmente tifoso, de Giovanni è anche autore di opere teatrali."




Recensioni

Le novità di questo romanzo sono tante e forti perché il matrimonio non realizzato della ragazza uccisa fa scoprire le nozze mancate, sognate o impossibili degli agenti della squadra. Li spinge a guardarsi dentro e a scoprire molto di se stessi, per esempio nel caso di Ottavia le fa capire che il suo matrimonio la sta portando lontano da quella che lei vorrebbe davvero essere. Le nozze sono sogno per qualcuno e gabbia per qualcun altro. (Barbara Cottavoz incontra Maurizio de Giovanni, La Stampa)

Il testo è di piacevole lettura, porta avanti le avventure dei personaggi in modo lineare e senza eccessivi colpi di scena ed è capace di affrontare anche tematiche sottese quali, appunto, il non fidarsi delle apparenze, del pregiudizio. Forse non il migliore dello scrittore ma godibile. (qlibri)

Ci si affeziona a quasi tutti i personaggi e ci si commuove alle loro storie: l’autore mette molto bene in luce la psicologia e l’umanità dei suoi Bastardi.
Il lato romantico e malinconico in questo romanzo è preponderante rispetto all'indagine gialla, che si sviluppa con ritmo lento, per poi recuperare nel colpo di scena finale. (labottegadelgiallo.com)

Trama (non viene mai svelato il finale)

Il romanzo è il nono tra quelli ambientati nel commissariato di Pizzofalcone, ma il decimo con protagonista l'ispettore Giuseppe Lojacono.

E’ un febbraio gelido a Napoli, non proprio il mese ideale per sposarsi. La donna però sosteneva che, in questo modo, si sposava solo lei con nessuno a farle ombra, sarebbero andati in vacanza al mare ed avrebbe avuto l’abbronzatura d’inverno.
Ma lei è morta, è stata trovata nuda, adagiata sulle rocce di tufo di una grotta su una spiaggetta, uccisa da una coltellata al cuore. Il suo abito da sposa viene rinvenuto in mare, trasportato dalle correnti. Lei era Francesca Valletta, ventotto anni e doveva sposarsi proprio quel giorno con Giovanni Sorbo, il figlio terzogenito di Emiliano Sorbo, capo dell’omonimo clan mafioso.
I Bastardi di Pizzofalcone, sempre solleciti al lavoro, perché, tutti, stanno meglio dentro il commissariato che fuori, hanno in questo caso una motivazione forte per indagare, qualcuno ha tolto il futuro a quella donna e lo ha fatto un attimo prima di quello che doveva essere il giorno più bello della sua vita.
L’omicidio può essere una vendetta, un’intimidazione o un avvertimento al clan Sorbo oppure potrebbe essere un delitto passionale?
L’ipotesi del crimine organizzato fa entrare in scena anche la DDA con il famoso sostituto procuratore Diego Buffardi. La vittima però è donna e le donne avranno un ruolo particolare nella soluzione del caso.
Il fantasma della ragazza morta, va a trovare tutti i Bastardi, ridendo nel vento per altre condivisioni di nozze negate.
Il vicequestore Luigi Palma: le nozze degli altri
Il sostituto commissario Giorgio Pisanelli: nozze senza fine
Il vice commissario Elsa Martini: nozze mai
L’ispettore Giuseppe Lojacono: magari le nozze
L’assistente capo Francesco Romano: troppe nozze
Il vicesovrintendente Ottavia Calabrese: nozze con le sbarre
L’agente assistente Alessandra Di Nardo: nozze sbagliate
L’agente scelto Marco Aragona: nozze, manco morto

Giudizio personale

A riprova che le serie di romanzi dovrebbero finire prima di diventare noiose, eccomi qui ad essere ripetitivo anch'io. Anche in questo romanzo l'aspetto giallo della storia è debole, ben presto ho capito anch'io, che di solito non ci azzecco mai, chi doveva essere il colpevole dell'omicidio della ragazza. L'aspetto più interessante, per chi ha già letto gli altri romanzi, è tra le righe della storia, nelle pieghe delle vicende personali dei Bastardi. Come al solito lo stile di scrittura è chiaro e fluido. 

Stile
7/10
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Piacevolezza lettura
6/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜
Rappresentazione personaggi
7/10
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Trama
6/10
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Giudizio complessivo
6/10
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Consiglio di lettura: sì, se non volete perdervene uno della serie dunque potete passare ad altro.