domenica 1 maggio 2022

Ken Follett - Per niente al mondo

 










Autore: Ken Follett

Titolo: Per niente al mondo

Titolo originale: Never

Genere: Thriller, Suspense, Thriller politico, Fantapolitica

Editore: Mondadori

Collana: Omnibus

Data di uscita: 9 novembre 2021

Pagine: 712

Prezzo ediz. cartacea:   € 27,00

E book Kindle: 16,99 €

Ambientazione: Africa, Cina, USA

Dal sito della casa editrice Mondadori:

"Ken Follett è uno degli autori più amati al mondo. Nato a Cardiff nel 1949, vive tra Londra e Stevenage con la moglie Barbara. Laureatosi in filosofia all’University College di Londra, ha lavorato come giornalista. Ha pubblicato 32 romanzi, iniziando la sua straordinaria carriera di scrittore nel 1978 con La cruna dell’Ago. Uguale successo mondiale hanno poi ottenuto i successivi romanzi, tra i quali: Triplo, Il codice Rebecca, L’uomo di Pietroburgo, Sulle ali delle aquile, Un letto di leoni, Notte sull'acqua, Una fortuna pericolosa, Un luogo chiamato libertà, Il terzo gemello, Il martello dell’Eden, Codice a zero, Le gazze ladre, Il volo del calabrone, Nel bianco e la trilogia “The Century” (La caduta dei giganti, L’inverno del mondo, I giorni dell’eternità), che sono stati a lungo al primo posto nelle principali classifiche. Dopo l’immenso successo de I pilastri della terra che ha dato inizio alla saga di Kingsbridge, sono seguiti Mondo senza fine, La colonna di fuoco e Fu sera e fu mattina cui si aggiunge questo nuovo romanzo.

In Italia, tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Mondadori." 








Recensioni

Con il passo del grande thriller Ken Follett ci racconta il mondo in cui viviamo nel suo nuovo romanzo 'Per niente al mondo' che arriva in libreria il 9 novembre, in contemporanea mondiale, pubblicato in Italia da Mondadori.
Il libro, che segna un cambio di rotta rispetto ai famosissimi romanzi storici di Follett - che ha venduto oltre 170 milioni di copie dei 36 libri che ha scritto - è ambientato ai giorni nostri e racconta una crisi globale che minaccia di sfociare nella terza guerra mondiale, lasciando il lettore nell'incertezza fino all'ultima pagina. (ansa.it)

L'incubazione del romanzo nasce da una domanda che per un po' ha assillato lo scrittore: che cosa impedisce che possa scoppiare una nuova guerra mondiale? "La domanda - racconta - si è affacciata mente lavoravo a La caduta dei giganti. Studiando come era scoppiata la prima guerra mondiale ho avuto modo di riflettere sulla genesi dei conflitti. In fondo, quella scoppiata nel 1914 era una guerra che all'inizio nessuno voleva. Mi sono chiesto, può accadere ancora?". Su questa ipotesi Follett ha costruito un thriller politico che ha sullo sfondo la rivalità tra le due grandi potenze, la Cina e gli Stati Uniti. C'è sempre una scintilla alle origini degli incendi, "quella di oltre un secolo fa fu l'assassinio a Sarajevo dell'arciduca Francesco Ferdinando, quale sarà quella che porterà al terzo conflitto mondiale? Ho posto questa domanda a esperti di politica estera e questioni internazionali, sia politici che accademici". (Raffaella De Santis, la Repubblica)

Dal sorgere delle città medievali agli intrighi della Guerra fredda, nessuno mette in dubbio la capacità di invenzione narrativa di Ken Follett, uno dei più acclamati scrittori britannici: e il suo ultimo libro, Per niente al mondo, è un thriller geopolitico che vede il Pianeta sull'orlo di un conflitto atomico. Ma questa volta sono pagine di romanzo che suonano come cronaca di questi giorni. (Luigi Ippolito, Corriere della Sera)

Trama (senza spoilerare)
Due agenti segreti, l’americana Tamara Levit e il francese Tab Sadoul, aiutati dal misterioso venditore di sigarette Abdul, sono sulle tracce di un pericoloso gruppo di jihadisti islamici nel deserto del Sahara. La violenza dei terroristi insieme al lento avanzare del deserto del Sahara verso sud, spingono molte persone come ad esempio in Ciad una vedova coraggiosa e bellissima, Kiah, a decidere di affrontare il viaggio della disperazione, quello dei migranti che sfidano la morte per poter affrontare in Europa una nuova vita. Sarà proprio Abdul a cercare di aiutare Kiah nel suo difficile viaggio.

Intanto in Cina il viceministro dei servizi segreti esteri, Chang Kai, portatore di una visione moderna e riformista delle alleanze internazionali, deve cercare di opporsi ai vertici vetero comunisti che con la loro miopia ed ortodossia potrebbero portare la Cina e l’alleata Corea del Nord su una china pericolosissima per il mondo intero.

E’ la stessa deriva che deve cercare di evitare negli Usa la prima donna presidente, Pauline Green, mentre la tensione internazionale aumenta portando con sé ribellioni, attacchi terroristici e informatici, rappresaglie che convergono verso un’escalation pericolosissima.

Giudizio personale

La trama del libro è costituita dall'intreccio di storie diverse, alcune delle quali potevano essere evitate in quanto secondarie, inutili e scontate. La prosa non è un capolavoro, i personaggi sono poco credibili, soprattutto la Presidente degli Usa, ma come sempre il libro è coinvolgente e si legge volentieri. La trama di fondo, invece, è veramente inquietante, alla luce di ciò che la politica internazionale ha scatenato intorno a noi. Follett però non ha seguito l'onda, l'ha preceduta perché il libro è uscito prima che russi e ucraini cominciassero a scannarsi tra di loro. Nel libro gli Stati protagonisti sono altri, ma l'intento di Follett è indicato nel prologo. Riporto testualmente:
" Mentre facevo ricerche per La caduta dei giganti, sono rimasto scioccato nel rendermi conto che la Prima guerra mondiale è stata una guerra che nessuno voleva. Nessun leader europeo, dell'uno o dell'altro schieramento, aveva intenzione di arrivare a tanto. Eppure, a uno a uno, imperatori e primi ministri presero decisioni - decisioni logiche e ponderate -, ognuna delle quali condusse, a piccoli passi, al peggior conflitto che il mondo avesse mai conosciuto. Mi sono convinto che si era trattato di un tragico incidente.
E mi son chiesto se sarebbe potuto accadere di nuovo."

Stile
5/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜⬜
Piacevolezza lettura
7/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜
Rappresentazione personaggi
5/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜⬜
Trama
6/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜
Giudizio complessivo
6/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜








Consiglio di lettura: sì

lunedì 11 aprile 2022

Erin Doom - FABBRICANTE DI LACRIME

 




Autore: Erin Doom

Titolo: Fabbricante di lacrime

Genere: Narrativa italiana

Editore: Magazzini Salani

Collana: Fiction

Data di uscita: 27 maggio 2021

Pagine: 672

Prezzo ediz. cartacea: Brossura con sovracoperta € 15,90

E book Kindle: 8,99 €

Ambientazione: USA




Dal sito della casa editrice Salani:

"Erin Doom è lo pseudonimo di una giovane scrittrice italiana. Erin ha esordito su Wattpad, la piattaforma di social reading più famosa al mondo, con il nickname DreamsEater. In poco tempo le sue storie hanno conquistato il cuore dei lettori."



Recensioni

L’autrice del Fabbricante di lacrime è italiana e firma i suoi libri con lo pseudonimo Erin Doom. Inizialmente aveva fatto uscire la sua storia a puntate su Wattpad, un social network dove si può scrivere, condividere e commentare romanzi e racconti, e successivamente il libro è stato notato e pubblicato da Magazzini Salani. «È partito bene, ma ci è voluto qualche mese perché diventasse il caso che è ora», dice Figini: «In Italia Fabbricante di lacrime è il primo caso interessante in cui il mondo dei libri di TikTok si interseca col mondo di Wattpad, ma all’estero era già successo».
Su TikTok l’hashtag legato a Fabbricante di lacrime ha al momento 10 milioni di visualizzazioni. (Marta Impedovo, ilpost.it)

... uno degli aspetti che mi hanno dato più fastidio: l’auto celebrazione e il narcisismo narrativo. Ho trovato un’esasperazione nel raccontare la storia, abbellendola di termini, di parole, e soprattutto di ripetizioni, come se l’autrice stesse celebrando se stessa, volesse, in un delirio narcisistico, dimostrare quanto è brava a scrivere, piuttosto che concentrarsi sulla fluidità della storia e su quanto, davvero, l’uso di un certo linguaggio pesante e ridondante, possa appesantire l’intero romanzo.
L’ho trovata molto più concentrata su se stessa che sulla pura e semplice passione di voler raccontare qualcosa. In altre parole, Erin Doom ha complicato una storia che poteva essere molto più fruibile usando uno stile fuori luogo e fuori contesto. (amicadeilibri.blogspot.com)

Trama

All’Istituto Sunnycreek Home, orfanotrofio che tutti volgarmente chiamavano Grave, tomba, avevano tante storie, la più conosciuta era quella del fabbricante di lacrime, un misterioso omino capace di confezionare lacrime di cristallo in un mondo dove nessuno era capace di piangere e provare emozioni, colpevole quindi di aver forgiato tutte le paure e le angosce che abitano il cuore degli uomini.

Nica Dover viveva al Grave e il suo è il nome di una farfalla e la sua particolare delicatezza era proprio come quella di una farfalla. La vita era difficile nell'orfanotrofio per tutti i bambini che avevano perso i loro genitori e per chi, come Rigel, invece non li aveva mai conosciuti perché subito abbandonato.

Nica sapeva che qualcosa dentro di lei si era rotto molto tempo prima, era rimasto piccolo, ingenuo e spaventato, sapeva di non essere come gli altri, perché diventando grande quella sua parte deformata era rimasta bimba. Era una farfalla in catene. Per Nica il fabbricante di lacrime aveva il volto di Rigel, manipolativo con chi voleva ammaliare, tremendo nel rovescio di quella medaglia. Era la personificazione della leggenda, il tormento che tante volte da bambina l’aveva ridotta in lacrime.

Nica aveva sempre creduto che sarebbe rimasta rinchiusa ancora molto tempo fra quelle mura ma a diciassette anni viene scelta dalla famiglia Milligan per un affidamento preadottivo. Nica viveva per la prima volta una favola bellissima ma fragile, soltanto se tutto andava per il meglio alla fine i genitori avrebbero finalizzato l’adozione. Ma forse era finita nella favola sbagliata, dove c’era anche il lupo, insieme a lei era stato scelto anche Rigel.

Giudizio personale

L'autrice indubbiamente conosce il suo mestiere, che è quello di raccontare storie ed emozioni e lo fa molto bene. Nella prima parte. La seconda metà del libro è inutile, noiosa, ripetitiva, quasi indisponente. Se il target del libro sono gli adolescenti, potrebbe anche andare, per un lettore adulto direi che i personaggi sono quasi irreali, la trama praticamente assente. Inoltre non mi è piaciuto che tra le citazioni all'inizio dei capitoli, l'autrice metta se stessa, troppa autoreferenzialità.

Stile
5/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜⬜
Piacevolezza lettura
5/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜⬜
Rappresentazione personaggi
4/10
⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜⬜⬜
Trama
4/10
⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜⬜⬜
Giudizio complessivo
5/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜⬜








Consiglio di lettura: no

giovedì 24 marzo 2022

Jacopo De Michelis - LA STAZIONE

 




Autore: Jacopo De Michelis

Titolo: La stazione

Genere: Narrativa italiana, Thriller, Suspense, Avventura

Editore: Giunti

Collana: M

Data di uscita: 05/01/2022

Pagine: 876

Prezzo ediz. cartacea: brossura con bandelle € 19,00 

E book Kindle: 12,99 €

Ambientazione: Milano (Lombardia)


Dal sito della casa editrice Giunti:


"Jacopo De Michelis è nato a Milano nel 1968 e vive a Venezia, dove lavora come editor presso Marsilio Editori. È stato traduttore, curatore di antologie, consulente editoriale e docente di narratologia alla NABA di Milano. Appassionato di fotografia, pubblica i suoi scatti su Instagram come @geidiemme. La stazione è il suo primo romanzo."



Recensioni

Ero indeciso se scrivere di questo romanzo appena letto (a caldo sei più motivato), o invece di una crescente pratica editoriale che sta intorbidando le acque di chi va in libreria.
Intorbidando? Sì, depistando chi – non potendo leggere tutto – si fida, oltre che del tam tam degli amici, delle segnalazioni editoriali non di parte, cioè articoli e rubriche specializzati, recensioni.
Ho risolto di parlare di entrambi, utilizzando il romanzo in questione come esempio di quell'andazzo. Che per fortuna non riguarda l’editoria tout-court né la letteratura nazional-popolare, piene di casi virtuosi e di scoperte autentiche. (romait)

Chi leggerà La stazione, il libro fresco di stampa della casa editrice Giunti, non guarderà più la Centrale ferroviaria di Milano con gli stessi occhi. Questo primo romanzo di Jacopo De Michelis, milanese di nascita e veneziano d’adozione già editor presso Marsilio, è monumentale come l’architettura della stessa stazione; ricco di particolari studiati accuratamente in otto anni di stesura, tanto lui ci ha messo a scrivere la storia. Soprattutto, con all'interno miriadi di racconti e aneddoti, che porteranno alla conoscenza di un ambiente sotterraneo, fatto di intercapedini e cunicoli impressi ad arte, per usare un termine caro alla fotografia, altra sua grande passione. (Cristina Biolcati, milanonera.com)

Poche cose danno piacere al lettore come un buon libro che lo porti in un universo parallelo di storie e personaggi immaginari che prendono forma nelle pagine di un romanzo, e La Stazione di Jacopo De Michelis, è un romanzo in cui tutto – personaggi, atmosfera, ritmo, trama – funziona. (Marina Belli, thrillercafe.it)

Trama (estratto dal libro, senza spoilerare)

Milano, aprile 2003.

Riccardo Mezzanotte, un giovane ispettore dal passato burrascoso, ha appena preso servizio nella Sezione di Polizia ferroviaria della Stazione Centrale, dove è stato trasferito o, per meglio dire, esiliato. Figlio del leggendario commissario Alberto Mezzanotte, insofferente a gerarchie e regolamenti e con un’innata propensione a ficcarsi nei guai, comincia a indagare su un caso che non sembra interessare a nessun altro: qualcuno sta disseminando in giro per la stazione dei cadaveri di animali orrendamente mutilati. Intuisce ben presto che c’è sotto più di quanto appaia, ma individuare il responsabile si rivela un’impresa tutt'altro che facile.

Laura Cordero ha vent'anni, è bella e ricca, e nasconde un segreto. In lei c’è qualcosa che la rende diversa dagli altri. E’ abituata a chiamarlo “il dono” ma lo considera piuttosto una maledizione, e sa da sempre di non poterne parlare con anima viva. Ha iniziato da poco a fare volontariato in un centro di assistenza per gli emarginati che frequentano la Centrale, e anche lei è in cerca di qualcuno: due bambini che ha visto più volte aggirarsi nei dintorni la sera, soli e abbandonati.

Nel corso delle rispettive ricerche le loro strade si incrociano. Non sanno ancora che i due misteri con cui sono alle prese confluiscono in un mistero più grande, né possono immaginare quanto sia oscuro e pericoloso. Su tutto domina la mole immensa della stazione, possente come una fortezza, solenne come un mausoleo, enigmatica come una piramide egizia. Quanti segreti aleggiano nei suoi sfarzosi saloni, nelle pieghe dolorose della sua Storia, ma soprattutto nei suoi labirintici sotterranei, in gran parte dismessi, dove nemmeno la polizia di norma osa avventurarsi? Per svelarli, Mezzanotte dovrà calarsi nelle viscere buie e maleodoranti della Centrale, mettendo a rischio tutto ciò che ha faticosamente conquistato. Al suo ritorno in superficie, non gli sarà più possibile guardare il mondo con gli stessi occhi e capirà che il peggio deve ancora venire.

Giudizio personale

"La stazione” è un thriller ben costruito che affronta diverse tematiche quali l'emarginazione, il sopruso, la violenza, il potere e l'abuso dello stesso. Nonostante la sua mole, il libro si legge volentieri e in fretta perché lo stile di scrittura risulta chiaro, attento ai dettagli e alla descrizione dei molti personaggi, delle loro storie e dei loro legami. Uno dei protagonisti principale del libro è senz'altro la stazione di Milano, non solo scenario della storia ma soggetto sempre incombente.

Quello che non ho gradito è la piega che l'autore ha fatto prendere al libro, che avrebbe potuto essere un giallo credibile ed invece ad un certo punto diventa un "Rollins" de noantri, che fa scivolare la storia quasi in un improbabile fantasy.

Stile
7/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜
Piacevolezza lettura
7/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜
Rappresentazione personaggi
7/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜
Trama
5/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜⬜
Giudizio complessivo
6/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜









Consiglio di lettura: sì