giovedì 12 agosto 2021

Jonathan Franzen - PURITY

 




Autore: Jonathan Franzen

Titolo: Purity

Titolo originale: Purity

Genere: Romanzo, Umorismo nero

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Data di uscita: Prima pubblicazione: 1 settembre 2015, da Einaudi marzo 2016

Pagine: 656

Prezzo ediz. cartacea: € 22,00

E book Kindle:  € 9,99

Ambientazione: California (USA), Berlino Est, Bolivia


Dal sito della casa editrice Einaudi:

"Jonathan Franzen ha scritto cinque romanzi (La ventisettesima città, Forte movimento, Le correzioni, Libertà e Purity), quattro raccolte di saggi (Come stare soli, Piú lontano ancora, La fine della fine della terra e E se smettessimo di fingere?), e l'autobiografia Zona disagio. Ha annotato un compendio di saggi di Karl Kraus nel volume Il progetto Kraus. Inoltre ha pubblicato racconti e saggi su «The New Yorker» e su «Harper's». In Italia tutte le sue opere sono pubblicate da Einaudi."






Recensioni

Il titolo viene dal nome di una ragazza alla disperata ricerca della sua identità, che deve passare attraverso varie disavventure, missioni spionistiche in Sud America, incontri con leakers alla Assange e giornalisti seri, testate termonucleari rubate e orrori della triste Germania orientale, per scoprire i segreti che hanno rovinato la sua famiglia. La «purezza» da cui era partito Franzen per immaginare questa storia, però, lo ha portato a conclusioni imprevedibili. (Paolo Mastrolilli, La Stampa)

Franzen non inanella pezzi di bravura perché il pezzo di bravura è il libro nel suo insieme, nella sua architettura inizialmente bizzarra che diventa di pagina in pagina, di macro-capitolo in macro-capitolo, sempre più chiara, affascinante, luminosa... Dopo "Le correzioni" e "Libertà" Franzen non è più interessato a raccontare — o a processare — soltanto l’America: ora racconta, e processa, tutti noi. (Matteo Persivale, Corriere della Sera)

Il quinto romanzo di Jonathan Franzen - "Purity", in uscita da Einaudi - rappresenta una variazione sofferta, e per alcuni versi sorprendente, di alcuni temi affrontati nei libri precedenti. Confermando un grande talento letterario intriso di dolore, e una visione del mondo in cui il pessimismo della ragione prevale sull'ottimismo della volontà. Non a caso, Gramsci compare tra le letture di uno dei personaggi di un libro dai temi forti e molto attuali: dall'allarme sulla "dittatura" di internet, paragonata a quella della Ddr, a una visione del femminismo (incarnato in una delle donne del romanzo, Anabel) come atteggiamento rigidissimo, dogmatico, insopportabile. (Antonio Monda, la Repubblica)

Trama (non viene mai svelato il finale)

Da sito della casa editrice Einaudi
"Troppe responsabilità gravano sulle giovani spalle di Purity Tyler, per tutti Pip: un debito universitario di centotrentamila dollari che il suo pessimo lavoro da promotrice telefonica non potrà mai ripagare, una madre lunatica, ipocondriaca e del tutto priva di senso pratico, e nessun padre con cui condividere i due carichi. L’incontro fortuito con una bellissima e indecifrabile attivista tedesca nella casa di Oakland che Pip occupa con altri squatter le offre un’inattesa possibilità di fuggire da tutto questo: uno stage (retribuito!) presso la sede sudamericana del Sunlight Project, l’organizzazione clandestina che divulga via rete notizie riservate sui traffici di mezzo mondo. Accettando, Purity potrà contribuire alla pulizia del pianeta gettando luce sui misteri dei potenti, e allo stesso tempo, perché no, carpire informazioni sull'identità di suo padre, che la madre si rifiuta da sempre di rivelare, per indurlo a metter mano al portafogli. E poi potrà conoscere il mitico Andreas Wolf, ispiratore e leader carismatico del Progetto. Wolf è finito sotto i riflettori durante l’attacco a Normannenstraße del 1990, che ha scoperchiato gli altarini della Stasi e di un intero sistema, e da quel momento la sua ascesa verso l’Olimpo dei leaker piú scomodi è stata inarrestabile. A differenza del collega e rivale Julian Assange, Wolf vorrebbe fare della purezza il suo marchio di fabbrica («Wiki era sporca: c’è gente che è morta a causa di Wiki»); come lui, tuttavia, esprime il rapporto instabile e complicato che lega potere e segreti. Oscuri e nefasti sono quelli che si nascondono nel passato di Andreas, in una Ddr pre-caduta del Muro; oscura e ambigua è la sua tensione verso la nuova arrivata Pip. Il contatto con il leader segnerà per lei l’inizio di un viaggio di formazione alla scoperta di suo padre e di sua madre, della stoffa morale di cui sono fatti quelli che ama, del lato oscuro dietro a ogni luce."

Giudizio personale

Non ho letto altri libri di Franzen prima di Purity ma ho letto molti elogi su di lui.
Certamente la lettura di questo romanzo conferma che l'autore possiede uno stile di scrittura talentuoso e soprattutto sa strutturare esemplarmente i diversi intrecci delle storie. Il libro però non mi ha catturato, ho faticato parecchio ad entrare empaticamente nelle pagine. I Critici con la C maiuscola lo definiscono un grande scrittore americano contemporaneo e io non sono nessuno per negarlo, ma il libro non mi è piaciuto.

Stile
7/10
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Piacevolezza lettura
5/10
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Rappresentazione personaggi
7/10
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Trama
7/10
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Giudizio complessivo
6/10
⬛⬛⬛⬛⬛⬛⬜⬜⬜⬜








Consiglio di lettura: per me no, per molti altri sì.

martedì 10 agosto 2021

Maurizio De Giovanni - PANE PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE

 










Autore: Maurizio De Giovanni

Titolo: Pane per i Bastardi di Pizzofalcone

Genere: Narrativa, Mystery, Noir

Editore: Einaudi

Collana: Stile Libero Big (2018)

Data di uscita: 29 novembre 2016

Pagine: 376

Prezzo ediz. cartacea: 14,50 €

E book Kindle: 9,99 €

Ambientazione: Napoli


Dal sito della casa editrice Einaudi:

"Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958) ha raggiunto la fama con i romanzi che hanno come protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Su questo personaggio si incentrano Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore, Anime di vetro, Serenata senza nome, Rondini d'inverno, Il purgatorio dell'angelo e Il pianto dell'alba (tutti pubblicati da Einaudi Stile Libero). Dopo Il metodo del Coccodrillo (Mondadori 2012; Einaudi Stile Libero 2016; Premio Scerbanenco), con I Bastardi di Pizzofalcone (2013) ha dato inizio a un nuovo ciclo contemporaneo (sempre pubblicato da Einaudi Stile Libero e diventato una serie Tv per Rai 1), continuato con Buio, Gelo, Cuccioli, Pane, Souvenir, Vuoto, Nozze e Fiori, che segue le vicende di una squadra investigativa partenopea. Ha partecipato, con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli, all'antologia Giochi criminali (2014). Per Rizzoli sono usciti Il resto della settimana (2015), I Guardiani (2017), Sara al tramonto (2018), Le parole di Sara (2019) e Una lettera per Sara (2020); per Sellerio, Dodici rose a Settembre (2019); per Solferino, Il concerto dei destini fragili (2020). Con Cristina Cassar Scalia e Giancarlo De Cataldo ha scritto il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (Einaudi Stile Libero 2020). Sempre per Einaudi Stile Libero, ha pubblicato della serie di Mina Settembre Troppo freddo per Settembre (2020) e Una Sirena a Settembre (2021). I libri di Maurizio de Giovanni sono tradotti in tutto il mondo. Molto legato alla squadra di calcio della sua città, di cui è visceralmente tifoso, de Giovanni è anche autore di opere teatrali."




Recensioni

De Giovanni insegue la realtà nella meno realistica delle sue storie con i Bastardi, la più esile nella trama ma la più solida e matura nell'esplorazione dei personaggi. Dostoevskij, Strindberg ma anche la commedia umana da Goldoni a Balzac: c’è tutto questo nel lievito madre con cui de Giovanni ha impastato stavolta il suo romanzo. E c’è l’amato Ed McBain (sul modello del suo 87° Distretto lo scrittore italiano ha costruito il commissariato di Pizzofalcone), ricordato nell’esergo come «il più grande di tutti», ingrediente base per una narrativa popolare. Come il pane. (Severino Colombo, Corriere della Sera)

E insieme ai vari personaggi che popolano e animano la serie, torna anche l’altra grande protagonista di questi romanzi: Napoli.
Una Napoli nella quale i contrasti e le differenze balzano ancora più agli occhi rispetto a quanto accade in tante altre città italiane, proprio perché questi contrasti e differenze non sono separati e sfumati, bensì molto vicini e netti.
E diventa impossibile evitare di citare un passo nel quale Maurizio De Giovanni descrive Collina Pizzofalcone, nella quale si trova il commissariato:
“Ci sono quattro universi in poche centinaia di metri quadrati. Ci sono i Quartieri Spagnoli con i nuovi immigrati fianco a fianco dei vecchi poveri e c’è piazza Martiri dove si muove la grande finanza. A via Chiaia, la borghesia commerciale lotta con i denti per sopravvivere alla crisi con gli antichi negozi che anno dopo anno sbiadiscono perdendo i loro lustrini, sul lungomare di via Partenope i nobili riposano nei loro palazzi. Quattro continenti che nella loro deriva sbattono uno contro l’altro provocando terremoti distruttivi.” (thrillercafe.it)

Trama (non viene mai svelato il finale)

Il romanzo è il quinto tra quelli ambientati nel commissariato di Pizzofalcone, ma il sesto con protagonista l'ispettore Giuseppe Lojacono.

Pasquale Granato, conosciuto in tutto il quartiere come Pasqualino del pane, è il Principe dell’Alba, come suo padre e prima il nonno erano i Re dell’Alba.
Il suo è un panificio, che conduce insieme al cognato Marino, l’uomo che aveva sposato la sorella e il padre del nipote Totò, che lui voleva per continuare il lavoro di tre generazioni e sarebbe stato il prossimo Principe dell’Alba.
La produzione del pane avviene in modo tradizionale e ogni giorno Pasquale ripete i suoi riti: entra nella stanza dove è custodito il lievito madre che aveva fatto il nonno con acqua, farina, succo d’uva fermentato e… cacca di un puledro appena nato. Pasquale ogni mattina lo lavora, aggiunge l'acqua della fontanella e la farina e consegna ai suoi dipendenti la dose necessaria, poi esce nel vicolo per mangiare il primo pane della giornata. Così fa anche quel giorno ma cinque minuti dopo era morto.
L’omicidio divide in due le forze di polizia, da una parte i superdetective della Direzione distrettuale antimafia coordinati dal celebre magistrato Buffardi, dall'altra la squadra del commissariato di Pizzofalcone con l’appoggio del sostituto procuratore Laura Piras. Il caso viene quindi coassegnato.
La DDA e Buffardi seguono la pista della criminalità organizzata, convinti che l’omicidio sia da ricondurre ad una testimonianza che Pasqualino aveva rilasciato e successivamente ritrattato e che conduce le ricerche verso il clan Sorbo. I Bastardi di Pizzofalcone invece, sulla base delle osservazioni e intuizioni dell’ispettore Lojacono, seguono l’ipotesi di un delitto comune, indagando su famiglia, amicizie e lavoro della vittima. I Bastardi sanno che le risultanze della loro inchiesta forse segneranno un punto fondamentale per la salvezza del commissariato di Pizzofalcone.

Giudizio personale

Anche stavolta il libro presenta due indagini parallele, quella principale e quella secondaria, relativa ad un caso di stalking. Si sarebbe potuto benissimo fare a meno di questa seconda traccia che non serve alla storia, ma ci può aiutare a comprendere più a fondo personaggi come Aragona e Alex. La città di Napoli è meno presente in questo libro rispetto agli altri, la vicenda avrebbe potuto svolgersi in qualunque luogo. Lo stile di scrittura di De Giovanni è sempre  scorrevole e avvincente sia nel racconto delle indagini sia, soprattutto, nella caratterizzazione dei personaggi.

Stile
7/10
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Piacevolezza lettura
8/10
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Rappresentazione personaggi
8/10
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Trama
7/10
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Giudizio complessivo
8/10
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Consiglio di lettura: sì

sabato 7 agosto 2021

Stefania Auci - L'INVERNO DEI LEONI - LA SAGA DEI FLORIO

 









Autore: Stefania Auci

Titolo: L'inverno dei leoni - La saga dei Florio

Genere: Fiction storica

Editore: Nord

Collana: Narrativa Nord

Data di uscita: 24 maggio 2021

Pagine: 688

Prezzo ediz. cartacea: Brossura fresata con alette 20,00 €

E book Kindle: 12,99 €

Ambientazione: Sicilia


Dal sito della casa editrice Nord:

"Stefania Auci è nata a Trapani, ma vive da tempo a Palermo, dove lavora come insegnante di sostegno. Con I Leoni di Sicilia, che ha avuto uno straordinario successo – più di cento settimane in classifica, in corso di traduzione in 32 Paesi –, ha narrato le vicende dei Florio fino alla metà dell'Ottocento, conquistando i lettori per la passione con cui ha saputo rivelare la contraddittoria, trascinante vitalità di questa famiglia. Una passione che attraversa anche L'inverno dei Leoni, seconda e conclusiva parte della saga, e che ci spalanca le porte del mito dei Florio, facendoci rivivere un'epoca, un mondo e un destino senza pari."




Recensioni

In questo secondo volume si sognerà quindi con le avventure rocambolesche di Ignazio junior e le perle di donna Franca, tra balli e corse automobilistiche, mentre la grandezza dei Florio conquisterà il Mediterraneo e l'Europa, ma il finale che attende i lettori è quello amaro di una disfatta che sicuramente la Auci avrà saputo rendere avvincente. (Eleonora Lombardo, la Repubblica, Palermo)

Stefania Auci , nata a Trapani, vive da tempo a Palermo, e spiega: «Quando ho iniziato a scrivere I Leoni di Sicilia, volevo raccontare la storia di una famiglia unica, dare ai Florio una nuova voce, rendere giustizia alla loro leggenda. E tracciare la loro parabola, quella di una famiglia incredibilmente ricca e potente, al centro della vita economica e culturale europea, che, alla fine, perde tutto. Nell'Inverno dei Leoni ho cercato di rispondere alla domanda più difficile di tutte: com'è potuto succedere? (Corriere Della Sera, Corriere del Mezzogiorno)

Stefania Auci è la scrittrice del momento. Con I leoni di Sicilia, primo volume di un ciclo di due libri dedicati alla saga della famiglia di imprenditori Florio, ha sbancato ogni record di vendita grazie al passaparola, incalzando l'ultimo Camilleri. (Riccardo De Palo, Il Messaggero)

Trama (non viene mai svelato il finale)

Anche nel secondo libro la storia dei Florio si intreccia con la grande storia. Leggiamo quindi le vicende della famiglia nel più ampio contesto che va dal 1861, data della proclamazione del Regno d’Italia, prosegue con i vari governi prima della Destra Storica, poi della Sinistra, attraversiamo l’età giolittiana, la prima guerra mondiale fino agli albori del fascismo. Non saranno senza conseguenze per la Casa Florio né il terremoto che distrusse Messina nel 1908, né l’epidemia di colera e la “febbre spagnola”.

Vincenzo Florio muore nel 1896, a neanche settant'anni, lasciando il destino di Casa Florio nelle mani dell’unico figlio maschio, Ignazio, che ha sposato due anni prima la baronessa Giovanna d’Ondes Trigona, portando finalmente “sangue nobile” in famiglia e aprendo ai Florio i salotti della nobiltà palermitana e la corte dei Savoia. Sino ad allora la nobiltà dei Florio era stata quella del denaro e del lavoro.
Con Ignazio Florio si raggiunge l’apice della parabola di Casa Florio. Il suo capolavoro è l’acquisto di tredici nuovi piroscafi a vapore e l’ottenimento da parte del Regno d’Italia della convenzione per il trasporto della posta. Ignazio diventa anche Senatore del Regno e la Casa Florio patrocinerà l’Esposizione nazionale a Palermo del 1891. Giovanna ha dato ad Ignazio due figli, Ignazio (Ignazziddu) e Vincenzo, che dovrebbero assicurare il futuro di Casa Florio.
Quando arriva il momento della morte per Ignazio Florio, il lutto suscita incredulità e lacrime tra i suoi operai.

L’eredità di condurre la Casa passa al primogenito Ignazziddu, ventiquattrenne, che sta per sposare la donna più bella di Palermo, Franca Jacona di San Giuliano. Tuttavia il suo temperamento focoso gli provocherà non pochi guai, mentre il fratello Vincenzo preferisce dedicarsi all'organizzazione di eventi sportivi, ideando la famosa gara automobilistica Targa Florio.
Ignazziddu non riesce a fermare, anzi accelera l’inevitabile tramonto dell’Impero dei Florio, dovuto alla concomitanza di tanti fattori, alcuni dei quali legati proprio allo stile di vita di Ignazziddu, che consolida la sua reputazione di volubile sciupafemmine, e della moglie Franca.
Ci sono poi altre cause tra cui la prima guerra mondiale, la crisi dei trasporti, le sovvenzioni statali negate, investimenti mobiliari e immobiliari sbagliati. Tutto inizia dal fallimento del Credito Mobiliare, i cui sportelli erano stati aperti presso il Banco dei Florio: la gente si era fidata di loro per depositare denaro al Credito. Ignazziddu ripiana i debiti della filiale del Credito ripagando i risparmiatori con il denaro di Casa Florio. Si susseguono molti tentativi per tenere a galla la famiglia che non approdano a nulla, se non ad una catena di fallimenti. Aggiungiamo a tutto questo le morti premature di vari figli e giungiamo alla fine. Con Ignazziddu e Vincenzo Florio si è perso un nome. Una storia.

Giudizio personale

Con questo romanzo si conclude la saga dei Florio. Come ho già scritto per il primo libro, non conosco i confini tra la realtà storica e l'invenzione narrativa, quindi nulla posso dire al riguardo.
Lo stile di scrittura è chiaro e scorrevole, le vicende della macrostoria e della microstoria sono ben raccontate in un libro che ci conduce ad assistere alle varie fasi del crollo di un impero, la caduta dei Leoni. L'ambientazione geografica e le descrizioni dell'autrice ci permettono di conoscere meglio e di amare la Sicilia.

Stile
7/10
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Piacevolezza lettura
7/10
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Rappresentazione personaggi
7/10
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Trama
7/10
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Giudizio complessivo
7/10
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Consiglio di lettura: sì, soprattutto se si amano le saghe familiari.